Innovazione

“Report OpenAI: L’IA Riformula la Propaganda con Falsi Esperti”

ROMA (ITALPRESS) – Le operazioni di influenza straniera, un tempo caratterizzate da profili anonimi e messaggi sui social media, hanno ora intrapreso una nuova strategia, affidandosi a false identità giornalistiche, istituti di ricerca e canali editoriali credibili. Questo è quanto emerge dal rapporto pubblicato il 8 ottobre da OpenAI, che ha recentemente disattivato due reti operative riconducibili a Russia e Iran. Tali reti hanno cercato di utilizzare l’intelligenza artificiale per mascherare l’origine dei contenuti geopolitici e influenzare il dibattito pubblico.

Le Due Reti di Influenza

L’operazione iraniana, denominata “Bogus Bylines”, ha creato sette identità giornalistiche fittizie presentate come occidentali. Tra luglio 2025 e ottobre 2026, questa rete è riuscita a pubblicare quasi cento articoli su circa dodici testate online. I contenuti, aumentati in coincidenza con il conflitto tra Stati Uniti e Iran, propagavano narrazioni critiche nei confronti di Washington e Israele, accompagnate da interazioni artificiali sui social media. Più complessa è risultata la rete russa “Dark Clark”, organizzata attorno al Social Research Center, un istituto attivo in America Latina i cui collaboratori, secondo quanto riportato, non erano a conoscenza della regia russa. Questa organizzazione produceva analisi illusoriamente indipendenti, documenti falsamente trapelati e registrazioni manipulate per screditare l’Ucraina e interferire nel dibattito politico locale.

Tensioni Pubbliche e Classificazione delle Operazioni

In Perù, una comunicazione falsa diretta alle scuole ha contribuito ad aumentare le tensioni tra Kyiv e Varsavia. OpenAI ha classificato la campagna russa come di categoria 5 sulla scala delle operazioni di influenza, segnando la prima operazione di questo livello interrotta dall’inizio dei suoi rapporti; quella iraniana è stata classificata come categoria 4.

La rivelazione di queste pratiche ingannevoli evidenzia l’importanza di una informazione trasparente e affidabile nell’era della disinformazione, ponendo un’enfasi necessaria sulla vigilanza nel consumo di contenuti online. La questione delle influenze straniere si rivela dunque di cruciale rilevanza per il mantenimento di un dibattito pubblico sano e informato.