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// Notizia riscritta in chiave professionale e informativa
Richiesta di Parità per i Giovani in Formazione
ROMA (ITALPRESS) – Nel corso di questo nuovo anno formativo, oltre 200.000 giovani e le loro famiglie chiedono con fermezza pari dignità e il riconoscimento legale dei loro titoli di studio. È inaccettabile che gli studenti siano costretti a intraprendere nuovamente percorsi o a frequentare anni aggiuntivi senza una valida motivazione educativa. La formazione professionale, nota come IeFP, rappresenta un patrimonio strategico per il nostro Paese, e verrà tutelata in tutte le sedi istituzionali e giurisdizionali. Tuttavia, persistono ricorsi e ostacoli normativi che mirano a prolungare ingiustificatamente i percorsi formativi necessari per accedere a determinate professioni, come nel settore del benessere, dell’estetica e dell’acconciatura, imponendo costi aggiuntivi sulle famiglie.
Appello alle Istituzioni
FORMA e CENFOP, in una recente nota, hanno rivolto un appello a tutte le Istituzioni e alla Conferenza delle Regioni affinché si proceda con un coordinamento interregionale efficace. Esempi virtuosi già esistenti devono essere presi in considerazione per garantire a tutti i ragazzi d’Italia pari diritti nell’ingresso nel mercato del lavoro. “È inaccettabile che i giovani che hanno già assolto l’obbligo scolastico debbano affrontare ostacoli sproporzionati”, ha dichiarato Don Giuliano Giacomazzi, recentemente eletto presidente di FORMA Nazionale.
FORMA e CENFOP hanno inoltre chiarito che, secondo quanto confermato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la regolamentazione dell’equivalenza formativa del diploma IeFP rispetto ai percorsi di abilitazione professionale spetta esclusivamente alle Regioni. Questo implica che i titoli della IeFP consentono l’accesso immediato al mercato del lavoro.
Il modello adottato dalla Regione Piemonte, che offre la possibilità di sostenere un doppio esame e ottenere la diretta abilitazione per i percorsi IeFP, si allinea perfettamente con la normativa vigente. Sotto l’aspetto giuridico, “l’imposizione di un percorso formativo sproporzionato potrebbe configurare una violazione dei principi europei di proporzionalità e libera circolazione dei servizi”, con la potenziale conseguenza di procedure di infrazione a livello comunitario.
Questa questione riveste una grande importanza per garantire ai giovani italiani le stesse opportunità di accesso al lavoro, evidenziando la necessità di un miglioramento coordinato nel sistema formativo nazionale.
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