
Sentenza definitiva per l’omicidio di Saman Abbas
(Adnkronos) – La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza dell’Appello riguardante l’omicidio di Saman Abbas, la giovane pachistana di 18 anni uccisa nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio 2021 a Novellara, in provincia di Reggio Emilia. Secondo i giudici, l’omicidio non è da considerarsi un atto impulsivo, ma una decisione premeditata dei familiari voluta per ristabilire l’onore che, secondo loro, era stato compromesso dalla scelta della ragazza di seguire standard di vita diversi da quelli della sua origine.
A luglio, la Corte ha respinto i ricorsi presentati dai familiari accusati, confermando così le condanne all’ergastolo per i genitori di Saman, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, e per i cugini Noman Ul Haq e Ijaz Ikram, ritenuti colpevoli di omicidio e soppressione di cadavere. Anche lo zio, Danish Hasnain, ha ricevuto una condanna di 22 anni di reclusione, aumentati a causa della premeditazione e dei motivi abbietti, nonostante la sua collaborazione per il ritrovamento del corpo della giovane.
Dinamica e motivazioni del reato
La procura generale della Cassazione aveva chiarito che ci si trovava di fronte a un’azione pianificata, evidenziando che Saman, sebbene maggiorenne, non poteva esercitare liberamente il diritto di scelta sulla propria vita. L’omicidio avvenne nel vialetto della casa di Saman, e il suo corpo venne scoperto un anno e mezzo dopo, il 18 novembre 2022, grazie alla segnalazione dello zio, fuggito all’estero e successivamente arrestato a Parigi.
I giudici hanno sottolineato la presenza di un chiaro movente alle spalle del delitto, evidenziando elementi che testimoniano la concertazione e la premeditazione del crimine. Secondo la sentenza, il clan familiare aveva già pianificato l’omicidio di Saman anticipando la possibilità che la giovane decidesse di seguire un percorso di vita alternativo. Questo piano è stato reso operativo quando il padre di Saman ebbe conferma delle sue intenzioni, offrendo un’illustrazione dettagliata di come la madre contribuì consapevolmente a condurre la figlia verso la sua tragica fine.
Questa sentenza rappresenta un passo significativo nella lotta contro i crimini d’onore e evidenzia la necessità di proteggere le libertà individuali, evitando che la tradizione e l’onore familiare possano giustificare atti di violenza letale. La storia di Saman Abbas segna un momento cruciale per la società, sottolineando l’importanza della giustizia e del rispetto dei diritti umani.
