
(Adnkronos) – Durante un recente webinar intitolato ‘Dalla ricerca alla vita – Quando le biotecnologie diventano qualità della vita’, organizzato da WeHealth in occasione della Settimana europea delle biotecnologie 2026, Silvia Rossi, direttore medico di Argenx, ha discusso l’importanza dell’innovazione nel campo della salute. Rossi ha enfatizzato come l’innovazione, per definizione, rappresenti un cambiamento radicale che può risultare difficile da integrare nei sistemi esistenti. Ha sottolineato la necessità di adottare nuove visioni e modalità di monitoraggio delle malattie, suggerendo che attraverso nuovi marcatori e approcci diversi, sia possibile riconoscere processi di malattia attualmente non identificati, migliorando così le strategie di monitoraggio e gli obiettivi terapeutici.
Il Coraggio dell’Innovazione
Rossi ha evidenziato tre elementi chiave per passare dalla ricerca all’innovazione terapeutica: conoscenza, collaborazione e coraggio. Comprendere a fondo il processo di malattia è cruciale per identificare come intervenire efficacemente sulla sua progressione. Riconoscere quali mediatori e meccanismi siano coinvolti nel decorso di una patologia permette di definire obiettivi di intervento più mirati. “La medicina di precisione ha rappresentato una delle grandi rivoluzioni degli ultimi decenni”, ha dichiarato Rossi, aggiungendo che l’innovazione spesso scaturisce dalla sintesi di idee e competenze diverse, nonché dalla collaborazione tra ambiti diversi, inclusa l’industria.
Ricerca e Collaborazione con i Pazienti
Rossi ha chiarito che il processo di ricerca non è mai lineare, ma è caratterizzato da continui avanzamenti, spesso piccoli, e da momenti di grande scoperta. Ha evidenziato l’importanza di due momenti chiave nel percorso di innovazione: il primo si verifica quando il ricercatore identifica che un cambiamento è possibile, mentre il secondo è rappresentato dall’impatto positivo che una nuova soluzione terapeutica ha sulla vita quotidiana delle persone. In Argenx, l’approccio si basa sulla co-creazione di studi di ricerca in collaborazione con associazioni di pazienti, ricercatori e caregiver, con l’obiettivo di comprendere a fondo l’efficacia dei trattamenti nella vita reale.
In conclusione, l’intervento di Silvia Rossi pone l’accento sulla necessità di un approccio multidisciplinare e collaborativo nella ricerca biomedica, evidenziando come l’innovazione debba essere sostenta da un ascolto attivo delle esperienze dei pazienti. Questo approccio è fondamentale per tradurre i risultati della ricerca in benefici concreti per la qualità della vita delle persone affette da malattie. La riformulazione delle metriche di efficacia, basata sulle reali condizioni di vita dei pazienti, potrebbe rappresentare un significativo passo avanti nel campo della salute.
