
Il 75esimo Congresso Nazionale della Sinch a Catania
(Adnkronos) – “Per il congresso nazionale della Società italiana di neurochirurgia abbiamo scelto il titolo ‘Complessità e semplicità in neurochirurgia: dall’anatomia alla tecnica chirurgica, alle tecnologie e all’intelligenza artificiale’ perché nella pratica clinica quotidiana non esistono regole fisse per tutti. Esiste l’esperienza clinica del neurochirurgo, la sua preparazione e le conoscenze scientifiche aggiornate. Inoltre, è fondamentale saper integrare nella pratica quotidiana tutto ciò che la tecnologia offre alla neurochirurgia”. Queste le parole di Giuseppe Barbagallo, ordinario di Neurochirurgia presso l’Università degli studi di Catania e presidente del 75esimo congresso nazionale della Sinch.
Equilibrio tra Tecnologia e Esperienza Clinica
Secondo Barbagallo, è necessario “trovare sempre un equilibrio tra ciò che la tecnologia potrebbe suggerirci di fare e l’esperienza clinica che ci consente di valutare l’adeguatezza di un intervento per ogni singolo paziente. Non sempre è vantaggioso andare oltre il necessario; a volte è cruciale capire quando un paziente potrebbe trarre giovamento da un trattamento diverso da quello che inizialmente avevamo previsto”. Il presidente del congresso ricorda inoltre che “già anni fa il National Institute of Health statunitense aveva definito la neurochirurgia la branca più tecnologica della medicina. L’intelligenza artificiale, applicata per esempio alla risonanza magnetica, aiuta i neurochirurghi a formulare diagnosi sempre più precise riguardo a patologie oncologiche cerebrali o vertebro-midollari”, specificando però che “la diagnosi definitiva spetta sempre all’esame istologico”.
“Strumenti come l’intelligenza artificiale e la neuronavigazione”, prosegue Barbagallo, “non annullano il rischio di complicazioni, ma possono ridurre significativamente il pericolo di causare danni al paziente durante un intervento, migliorando gli esiti clinici e diminuendo le complicanze”. “È fondamentale che anche il cittadino comune comprenda che la tecnologia è un aiuto, non una soluzione definitiva. Non dobbiamo illuderci che l’uso dell’intelligenza artificiale o della neuronavigazione possa trasformare l’atto chirurgico, che resta comunque eseguito da un chirurgo umano, in un’operazione totalmente priva di rischi o garantita per risultati positivi. Attualmente, e probabilmente nel prossimo futuro, questo non sarà possibile”, ha concluso.
Questa notizia riveste grande importanza poiché evidenzia come il progresso tecnologico, pur offrendo strumenti innovativi, non possa sostituire l’esperienza umana nel campo della neurochirurgia. La consapevolezza di questo equilibrio sarà fondamentale per migliorare le pratiche cliniche e garantire una medicina sempre più efficace e personalizzata.
