Milano (ITALPRESS) – Il concetto di “extra” in riferimento all’operazione di distribuzione prevista da Mps potrebbe risultare ingannevole. Infatti, i 4 miliardi di euro messi in gioco da Monte dei Paschi di Siena per supportare la propria strategia nei confronti di Banco Bpm e Banca Generali sono già parte del suo patrimonio, e, di conseguenza, appartengono di diritto agli azionisti della banca. Come evidenziato da Ruggiero Cafari Panico, professore di diritto dell’Unione Europea all’Università degli Studi di Milano, nella sua analisi pubblicata sul Sole 24 Ore, la reale differenza risiede nel fatto che le somme ricadranno su tasche diverse, senza generare nuova ricchezza.
Analisi delle operazioni strutturali
L’extradividendo previsto ammonta a 1,208 euro per azione, suddiviso in 30,2 centesimi in contante e 90,6 centesimi in azioni Generali. Tuttavia, Cafari Panico mette in guardia sull’uso del termine “extra”, suggerendo che tale denominazione possa generare confusione. Infatti, anziché creare nuova ricchezza, Mps sta semplicemente convertendo una parte del patrimonio degli azionisti in liquidità e titoli. Questo aspetto, a confronto con l’Offerta Pubblica di Acquisto (Opas) di Intesa Sanpaolo, cambia notevolmente il contesto: mentre nella prima operazione si tratta di una redistribuzione interna, nella seconda i fondi provengono da un entità esterna, generando quindi nuove risorse per gli azionisti della banca.
Impatto fiscale e struttura patrimoniale
Un altro aspetto critico è l’impatto fiscale. Per un azionista residente in Italia, l’intera distribuzione verrebbe tassata al 26%, inclusa la parte ricevuta in azioni Generali. Di conseguenza, l’azionista potrebbe dover utilizzare ulteriore liquidità o vendere parte delle azioni per far fronte all’imposta. Inoltre, quando una società distribuisce parte del proprio patrimonio, si assiste a una diminuzione delle risorse in capo alla stessa: un fatto che potrebbe comportare un abbassamento del valore azionario. Questo cambiamento richiede una valutazione attenta da parte delle autorità di vigilanza, specialmente in un contesto di sostenibilità patrimoniale della banca.
In conclusione, mentre l’extradividendo di Mps può sembrare un vantaggio immediato per gli azionisti, esso rappresenta anche un’operazione che impatta sul patrimonio della banca e sulla concentrazione della partecipazione azionaria in Generali. Questa distribuzione, che sposta parte del patrimonio già detenuto dagli azionisti, presenta rischi significativi, in contrasto con le opportunità offerte dall’Opas di Intesa Sanpaolo, che implica l’afflusso di nuove risorse. La questione è dunque di rilevante importanza per la strategia futura della banca e per il mercato azionario nel suo complesso.
