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(Adnkronos) – La situazione nel centro di Milano rimane tesa, con disordini e atti di violenza che si ripetono per il secondo giorno consecutivo. Dopo il caos registrato sabato, anche nella giornata di ieri, numerosi giovani, per la maggior parte minorenni, sono stati coinvolti negli scontri. In totale, oltre 200 persone sono state fermate. Alla luce di questa escalation, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha convocato una riunione sull’ordine pubblico per domani. Sei ore prima, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, aveva incontrato il Capo della Polizia e i dirigenti del Viminale per fare il punto sulla situazione, con la partecipazione anche del questore di Milano, Bruno Megale, che ha ricevuto i complimenti per l’operato delle forze dell’ordine in un contesto così difficile.
Le dinamiche degli scontri e le risposte delle autorità
Il pomeriggio di domenica ha visto la formazione di piccoli gruppi di individui incappucciati in San Babila, che hanno lanciato oggetti contro le forze dell’ordine, spostandosi poi in via Torino e lasciando dietro di sé una scia di devastazione. Vetrine, auto e pensiline sono stati presi di mira, con le violenze che si sono alternate tra vari punti strategici del centro città, come piazza Duomo e corso Vittorio Emanuele. La Questura di Milano ha descritto i responsabili come giovanissimi, perlopiù italiani e stranieri, spesso vestiti di nero e travisati.
Le polemiche tra il sindaco e il ministro dell’Interno
La violenza ha anche innescato uno scambio di accuse tra il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e il ministro Piantedosi. Sala ha sottolineato come le forze dell’ordine fossero in numero insufficiente, suggerendo che questa mancanza abbia contribuito ai disordini. In risposta, Piantedosi ha criticato il sindaco, definendo inaccettabile spostare la responsabilità delle violenze su chi deve mantenere l’ordine pubblico. Il ministro ha rimarcato che l’adeguatezza delle forze di sicurezza è sempre valutata successivamente e ha ribadito che la responsabilità per l’uso della violenza ricade solo su chi la commette.
In conclusione, la violenza che ha colpito Milano evidenzia la complessità della gestione della sicurezza urbana e solleva interrogativi su come le autorità locali e nazionali possano meglio collaborare per affrontare simili situazioni future. La situazione richiede una riflessione approfondita sulle misure preventive da adottare per garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela dell’ordine pubblico.
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