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“Legge sul fine vita bloccata al Senato: accuse incrociate”

Il Governo Impugna le Leggi Regionali sul Suicidio Assistito

(Adnkronos) – Dopo la Toscana e la Sardegna, ora è la volta dell’Emilia Romagna. Le leggi regionali riguardanti il suicidio medicalmente assistito sono nuovamente sotto scrutinio da parte del governo, con Palazzo Chigi che ha deciso di impugnarle di fronte alla Corte Costituzionale. Questa situazione evidenzia il conflitto tra le autorità locali e nazionali, accentuato dalla mancanza di una legislazione nazionale chiara in materia. A sette anni dalla storica sentenza della Corte Costituzionale, la n. 242/2019, che ha stabilito che non è perseguibile chi agevola la morte di una persona affetta da una malattia irreversibile, il Parlamento continua a essere fermo nonostante le sollecitazioni della Consulta a legiferare.

Fermata in Senato: I Ddl in Attesa di Revisione

Attualmente, il dibattito sulla legge è bloccato al Senato, dove sono fermi due testi all’esame delle commissioni congiunte Giustizia e Sanità: il disegno di legge (ddl) proposto da Bazoli per l’opposizione e quello presentato da Zanettin (FI) e Zullo (FdI) per la maggioranza. Le principali differenze tra i due testi riguardano le condizioni di accesso alla richiesta di suicidio assistito, che sono più restrittive nella proposta del centrodestra. Inoltre, vi è disaccordo sul ruolo del Servizio Sanitario Nazionale, con il centrosinistra che mira a garantire l’accesso gratuito e il centrodestra che preferirebbe una gestione esterna al sistema sanitario pubblico.

Dalla richiesta di sospensione avanzata da Fratelli d’Italia a giugno, avviata ufficialmente per “trovare una mediazione”, le attività sono tornate nelle commissioni senza progressi significativi. Il senatore Pierantonio Zanettin ha dichiarato all’AdnKronos che l’attesa per i pareri del governo sugli emendamenti è continuata senza esito. D’altro canto, il presidente della commissione Francesco Zaffini (FdI) ha fatto sapere che ci sono questioni tecniche da risolvere, in particolare riguardo all’Istituto Superiore di Sanità e alla questione dell’autosomministrazione nei casi di suicidio assistito.

Il senatore del Partito Democratico, Alfredo Bazoli, ha espresso critiche nei confronti della situazione attuale, definendola “una presa in giro” e sostenendo che non ci sia bisogno di un dispositivo specifico per approvare una legge. Secondo Bazoli, il problema principale risiede nella mancanza di volontà politica da parte del centrodestra nel portare avanti il dibattito sul fine vita, accusandoli di aver posto la questione in una situazione di stallo deliberato. Bazoli ha fatto notare che il rinvio in commissione del suo ddl a giugno ha reso improbabile l’approvazione della legge in questa legislatura.

In conclusione, la battaglia legislativa sul suicidio assistito continua a essere segnata da conflitti tra le varie forze politiche, con un’assenza di progresso che evidenzia la necessità di una chiara regolamentazione in questo ambito. La situazione attuale potrebbe avere un impatto significativo sulle persone che si trovano ad affrontare scelte difficili riguardanti il fine vita, rendendo urgente una riflessione approfondita e un confronto costruttivo per giungere a una soluzione normativa condivisa.