L’intelligenza artificiale e il diritto del lavoro: l’intervento di Gabriele Fava
ROMA (ITALPRESS) – Il Presidente dell’INPS, Gabriele Fava, ha condiviso importanti considerazioni sull’impatto dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro durante un seminario organizzato dall’ISSA, l’associazione internazionale degli istituti di sicurezza sociale. Fava ha esordito sottolineando che l’idea che il diritto del lavoro sia in ritardo nell’affrontare le nuove tecnologie non corrisponde alla realtà. Infatti, secondo il Presidente, il diritto del lavoro è stato concepito per regolamentare il potere dei datori di lavoro, e l’intelligenza artificiale non fa altro che rappresentare un nuovo modo di esercitarlo.
Fava ha evidenziato come, sebbene cambino la trasparenza e le dimensioni del potere esercitato, rimanga costante la domanda cruciale su chi debba rispondere per le decisioni prese dall’algoritmo e come gli individui possano far valere i propri diritti. Ha messo in luce l’importanza di una sorveglianza umana efficace, la quale deve essere supportata da competenza, tempo e la capacità di prendere decisioni autonome. Altrimenti, la sorveglianza rischia di ridursi a una mera formalità.
Progetti di intelligenza artificiale in corso all’INPS
Fava ha anche spiegato l’approccio dell’INPS nello sviluppo di strumenti di intelligenza artificiale, evidenziando la scelta di definire prima le regole e successivamente implementare le tecnologie. Ha sottolineato che, benché gli strumenti tecnologici possano essere acquistati e possano diventare obsoleti rapidamente, la capacità di governarli rimane un valore duraturo. Attualmente, l’istanza ha avviato oltre 70 progetti di intelligenza artificiale, seguendo un principio di fondo: l’algoritmo può elaborare pratiche, ma la responsabilità finale per le decisioni rimane umana.
Concludendo, Fava ha ribadito che governare la tecnologia è fondamentale, ma è altrettanto importante gestire e dare valore a quanto questa tecnologia può creare. Le affermazioni del Presidente dell’INPS mettono in evidenza la necessità di integrare il diritto del lavoro con le nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale, evidenziando così l’importanza di un approccio consapevole e responsabile nello sviluppo delle tecnologie nel contesto lavorativo.

