
Strategie per il rafforzamento della prevenzione delle infezioni
(Adnkronos) – Temi fondamentali come prevenzione, integrazione delle competenze, utilizzo dei dati, innovazione e formazione sono stati al centro dell’Ica Day, tenutosi oggi a Palermo. L’evento, organizzato da Hcrm in collaborazione con Bistoncini Partners, ha riunito istituzioni, professionisti del settore sanitario e rappresentanti del mondo accademico per discutere le strategie necessarie a migliorare la prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza (Ica) e combattere l’antimicrobico-resistenza. È emerso che la questione interessa non solo gli ospedali, ma l’intero sistema sanitario, richiedendo una maggiore integrazione tra assistenza, territorio, organizzazione e tecnologie innovative.
Necessità di una risposta globale e formazione specializzata
Ad avviare la discussione a livello internazionale è stata Raffaella Bucciardini, direttrice del Centro nazionale per la salute globale dell’Istituto superiore di sanità (Iss). Bucciardini ha evidenziato come “l’antimicrobico-resistenza richieda una risposta globale”, sottolineando l’importanza del piano decennale dell’Organizzazione mondiale della sanità e del Piano nazionale italiano. Tra le priorità identificate, ha posto l’accento sulla prevenzione e sull’uso accorto degli antimicrobici. Un altro punto centrale emerso riguarda la gestione dei dati: “Le informazioni sanitarie esistenti devono essere rese interoperabili per passare dalla semplice descrizione dei fenomeni all’individuazione dei rischi e all’intervento tempestivo”. A livello locale, Paolo Calcinaro, assessore alla Sanità e Politiche sociali della Regione Marche, ha fatto riferimento a una ricerca regionale che segnala un’incidenza del 4,3% delle infezioni nei due giorni successivi al ricovero, evidenziando variazioni significative tra le diverse strutture ospedaliere che richiederebbero interventi mirati. Calcinaro ha proposto le Case di comunità come strumenti chiave per potenziare la prevenzione sul territorio e ridurre il ricorso al pronto soccorso per codici minori.
Carlo Signorelli, coordinatore dei direttori delle scuole di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva, ha sottolineato l’importanza della formazione per affrontare le Ica e l’antimicrobico-resistenza. “È fondamentale sviluppare una cultura condivisa della prevenzione che coinvolga tutti i professionisti della salute”, ha affermato. Signorelli ha anche menzionato l’importanza di integrare l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie nella formazione. Infine, Caterina Rizzo, professoressa ordinaria di Igiene e Medicina preventiva presso l’Università di Pisa, ha richiamato l’attenzione sull’importanza di investire nella prevenzione come strategia economica. Ha indicato che circa il 9% dei ricoverati può sviluppare un’infezione correlata all’assistenza e ha sottolineato la necessità di misurare in modo più efficace quanto la prevenzione possa alleviare il carico economico delle Ica sul Servizio sanitario nazionale.
In conclusione, l’Ica Day ha messo in luce temi cruciale per la salute pubblica, evidenziando la necessità di un approccio integrato e multidisciplinare per affrontare le sfide legate alle infezioni correlate all’assistenza e all’antimicrobico-resistenza, confermando l’importanza della formazione e della prevenzione nel miglioramento del sistema sanitario.
