ROMA (ITALPRESS) – Individuare risorse a livello europeo e nazionale rappresenta una delle priorità per garantire agli agricoltori la capacità di aumentare la produzione e competere sui mercati internazionali. Questo è il messaggio espresso da Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura e recentemente riconfermato al vertice del COPA, l’associazione che rappresenta le principali organizzazioni agricole europee, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.
Priorità Legge di Bilancio
In riferimento alla prossima Legge di Bilancio, Giansanti ha affermato: “La manovra deve includere due elementi fondamentali. È essenziale trovare risorse per l’agevolazione dell’Irpef in agricoltura. Inoltre, è indispensabile procedere al ripristino di Agricoltura 4.0, fornendo risorse per le imprese che investono in innovazione e tecnologia tramite un credito d’imposta”.
Stabilità e sicurezza nell’agricoltura europea
Giansanti ha anche sottolineato l’importanza di un budget adeguato in Europa, affinché l’agricoltura possa tornare a essere considerata un asset strategico. La guerra nello stretto di Hormuz, secondo lui, non solo ha avuto un impatto devastante sui costi energetici e dei fertilizzanti, ma minaccia anche di compromettere la produzione agricola, portando a un aumento dell’inflazione alimentare. “I prossimi due anni saranno cruciali per definire il quadro finanziario e le risorse destinate alla politica agricola comune”, ha aggiunto.
Affrontando il tema degli accordi internazionali, Giansanti ha insistito sulla necessità di garantire reciprocità, in particolare riguardo al MERCOSUR. “Abbiamo già evidenziato l’importanza di incrementare i controlli e le tutele per le nostre produzioni e standard all’interno dell’Unione Europea. Infatti, in seguito alla scoperta di carni brasiliane con antibiotici vietati nel porto di Atene, è stato imposto un blocco dell’export di carne da parte dei Paesi sudamericani verso l’Europa”.
In conclusione, Giansanti ha manifestato le sue preoccupazioni per le imprese del settore, sottolineando l’impatto dell’aumento dei costi energetici, pari al 100%, e il cambiamento climatico. “Il caldo persistente ha influenzato negativamente le produzioni agricole, contribuendo a un incremento dei costi e a una diminuzione dei ricavi”, ha concluso.
Questa dichiarazione è di grande rilevanza, in quanto evidenzia le sfide che l’agricoltura italiana ed europea devono affrontare per garantire produzioni sostenibili e competitive in un contesto globale sempre più complesso.

