
(Adnkronos) – Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, ha espresso la sua opinione riguardo all’eventualità di un processo, affermando: “Non mi sembra ci siano argomenti tali da arrivare a un vero e proprio processo. Se mai dovesse capitare di dover affrontare una simile situazione, ci prepareremo”. Queste dichiarazioni sono state trasmesse durante il programma ‘Dentro la notizia’, mentre un’intervista più approfondita andrà in onda questa sera, intorno alle 21.30, nel programma ‘Quarto Grado’ su Retequattro.
Indizi e Analisi Contestate
Alla luce della recente chiusura delle indagini, Sempio sembra non essere preoccupato dagli indizi a suo carico, incluso l’impronta 33, considerata dalla Procura di Pavia come una traccia della sua mano sul muro. Il suo commento è stato: “Abbiamo effettuato esperimenti su un muro e, in realtà, non si potrebbe escludere. Tuttavia, per noi non è sufficiente conoscere cosa potrebbe non essere o cosa non si può escludere; occorre avere certezze. C’era una traccia sul muro? Sì. È stata analizzata? Sì. C’era del sangue? No. Fine della questione per me”.
Compatibilità e Prove Mancanti
Sempio ha inoltre contestato la consulenza di Cristina Cattaneo, la quale ha suggerito che le sue scarpe potessero essere compatibili con una famosa impronta insanguinata trovata nella villetta di via Pascoli a Garlasco. “Se avessero trovato a casa mia una scarpa riconducibile a quella, magari sporca del sangue di Chiara, sarebbe stata un’altra storia. Ma finché si parla di ‘compatibile’, ciò non stabilisce un legame concreto”. Infine, riguardo la misura del suo piede, ha confermato: “Indossavo il 44 all’epoca e ce l’ho ancora oggi”.
Attualmente, la Procura di Pavia ha trasmesso ulteriori atti alla Procura Generale di Milano, in relazione alla seconda chiusura delle indagini su Sempio, denunciato per l’omicidio aggravato di Chiara Poggi. Questi documenti saranno valutati nel contesto di una possibile revisione della sentenza che ha condannato Alberto Stasi, l’ex fidanzato di Chiara, a 16 anni di carcere per il delitto. La procuratrice generale Francesca Nanni e la sua vice, Lucilla Tontodonati, hanno già ricevuto i nuovi atti, ma al momento non sono state prese decisioni definitive, e si prevede che ci vorrà tempo prima di giungere a una conclusione.
Come preciso nel suo ultimo comunicato, il procuratore di Pavia Fabio Napoleone ha dichiarato: “Nessuna richiesta per una proposta di revisione della condanna di Alberto Stasi è stata indirizzata al Procuratore Generale, il quale continua a essere informato riguardo a ogni aspetto significativo”. Le informazioni sui recenti sviluppi riguardanti il caso di Chiara Poggi sono pervenute a Milano nei giorni scorsi, mantenendo viva l’attenzione su questo controverso omicidio.
La rilevanza di questa notizia risiede nella continua evoluzione del caso, che potrebbe portare a nuove scoperte e a un possibile riesame della condanna di Alberto Stasi, il quale è stato coinvolto in uno dei più noti casi di omicidio in Italia.
