Salute

“Farmaceutica: Gregis (Bayer) avverte, calo della ricerca del 10%”

La necessità di trasformare l’eccellenza scientifica europea

(Adnkronos) – Arianna Gregis, amministratore delegato di Bayer Italia, ha espresso preoccupazione per la posizione dell’Europa nel panorama scientifico mondiale durante il suo intervento alla 52esima edizione del Forum “Lo Scenario di oggi e di domani per le strategie competitive”, tenutosi dal 4 al 6 settembre a Villa d’Este, Cernobbio. “L’Europa rischia di essere vista solo come un mercato, non come protagonista. Possiamo evitare che ciò accada”, ha affermato Gregis, sottolineando le straordinarie eccellenze europee nel campo della ricerca clinica e della capacità produttiva. Tuttavia, ha messo in evidenza come la traduzione di queste competenze in un impatto reale sulla vita dei pazienti sia fondamentale. Negli ultimi dieci anni, la proporzione della ricerca scientifica europea è scesa dal 23% al 13%, mentre la Cina ha visto un incremento per arrivare al 18%. Questo trend preoccupa, in quanto limita l’accesso dei pazienti alle innovazioni e frena il contributo dei ricercatori alle nuove terapie.

La necessità di un ecosistema innovativo di salute

Gregis ha insistito sull’importanza di puntare sul settore delle scienze della vita e sull’innovazione per creare un ecosistema virtuoso che consenta fruizione rapida, equa e sostenibile delle soluzioni terapeutiche. “Quando parliamo di innovazione, dobbiamo assicurarci che i nuovi farmaci raggiungano i pazienti. Secondo l’ultimo report della European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations (Efpia), solo il 45% delle innovazioni arriva ai pazienti in Europa, con un tempo medio di attesa che può superare i 597 giorni. Questo è un dato allarmante”, ha detto, evidenziando l’urgenza di collaborare con istituzioni, associazioni e società scientifiche per costruire un ecosistema della salute all’avanguardia.

In questo contesto, l’intelligenza artificiale rappresenta sia una sfida che un’opportunità. “Tradizionalmente, la scoperta di un farmaco richiede dai 10 ai 15 anni, e oltre il 90% dei tentativi è destinato a fallire. Tuttavia, l’intelligenza artificiale potrebbe accelerare significativamente i tempi di scoperta”, ha affermato. Bayer, per affrontare questa sfida, ha intrapreso collaborazioni con leader tecnologici come Google Cloud e Recursion, con l’obiettivo di ridurre i tempi di sviluppo delle nuove molecole del 40% entro il 2030. Questa ambizione non solo promette di rendere più tempestiva l’introduzione delle innovazioni, ma anche di offrire soluzioni terapeutiche per malattie attualmente incurabili.

In conclusione, la posizione di Gregis evidenzia la necessità cruciale di unire competenze scientifiche e innovazione per affrontare le sfide della salute pubblica in Europa. La volontà di collaborare e di sviluppare soluzioni rapide e sostenibili rappresenta un passo fondamentale per garantire un futuro migliore per i pazienti e per il sistema sanitario europeo nel suo complesso.