
(Adnkronos) – Il “price cap” sui carburanti, introdotto da Eni il 28 settembre, continua a subire modifiche. Inizialmente fissato a 2,19 euro al litro per il gasolio, il tetto era stato innalzato il 6 ottobre a 2,25 euro a causa di un incremento dell’accisa di cinque centesimi al litro (sei con l’Iva inclusa). Successivamente, Eni ha ridotto il prezzo consigliato a 2,21 euro, in risposta al calo delle quotazioni internazionali, ma ha mantenuto il tetto a 2,25 euro. Questa mattina, nonostante l’aumento significativo delle quotazioni petrolifere a livello internazionale, Eni ha deciso di ripristinare il tetto iniziale a 2,19 euro al litro, registrando così una diminuzione di due centesimi. Di conseguenza, il prezzo medio nazionale del gasolio ha subito un abbassamento. Questo provvedimento ha reso sempre più difficile la competitività per i concorrenti di Eni; considerando la quotazione Cif Med del gasolio, l’accisa e l’Iva, si ottiene un prezzo di 2,197 euro, soltanto sette millesimi sopra il tetto fissato da Eni. Queste frazioni dovrebbero coprire tutti i costi e i margini di distribuzione.
Questa mattina, 9 ottobre, il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è di 2,035 €/l per la benzina (con un leggero calo di 2 millesimi rispetto al giorno precedente), 2,258 €/l per il gasolio (in diminuzione di 3 millesimi), 0,768 €/l per il Gpl (invariato) e 1,916 €/kg per il metano (aumentato di 2 centesimi). Sulla rete autostradale, il prezzo medio per il self service è di 2,046 €/l per la benzina (-2), 2,281 €/l per il gasolio (-6), 0,893 €/l per il Gpl (-1) e 1,864 €/kg per il metano (+26).
Passando a un’analisi più dettagliata per modalità di vendita e per marchio, i dati raccolti alle 8 di ieri mattina indicano che, considerando i circa 20.000 punti vendita che comunicano i loro prezzi all’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (rete stradale), le medie dei prezzi praticati sono: benzina self service a 2,026 euro/litro (compagnie a 2,006, pompe bianche a 2,093), diesel self service a 2,256 euro/litro (compagnie a 2,251, pompe bianche a 2,277). Per la benzina servita, il prezzo è di 2,165 euro/litro (compagnie a 2,182, pompe bianche a 2,134) e per il diesel servito è di 2,386 euro/litro (compagnie a 2,417, pompe bianche a 2,318). Inoltre, il Gpl servito è a 0,763 euro/litro (compagnie a 0,767, pompe bianche a 0,762) e il metano servito a 1,917 euro/kg (compagnie a 1,910, pompe bianche a 1,897).
In dettaglio, per quanto riguarda i prezzi della benzina self service, Eni è a 1,991 euro/litro (2,206 per il servito); IP segna 2,021 (2,198 servito); Q8 è a 1,993 (2,137 servito); e Tamoil a 2,026 (2,075 servito). Per il gasolio self service, Eni è a 2,226 (2,443 servito); IP a 2,269 (2,419 servito); Q8 a 2,252 (2,400 servito) e Tamoil a 2,267 (2,316 servito).
Questa notizia è di rilevanza poiché segna un cambiamento significativo nei prezzi dei carburanti, influenzando non solo i consumatori, ma anche il mercato competitivo delle compagnie petrolifere. L’adeguamento del “price cap” da parte di Eni potrebbe avere ripercussioni sul comportamento dei concorrenti e sul mercato dei carburanti in generale.
