Salute

“Dlbcl: 47% di sopravvivenza a 3 anni con glofitamab”

Nuovo approccio terapeutico per il linfoma diffuso a grandi cellule B

(Adnkronos) – L’immuno-chemioterapia recentemente introdotta può essere classificata come una terapia di seconda generazione. Questa combina il farmaco glofitamab, somministrato per un totale di 12 cicli, con il regime chemioterapico GemOx, che prevede 8 cicli di trattamento. I risultati ottenuti con questa nuova strategia terapeutica sono significativi: i pazienti trattati mostrano una sopravvivenza mediana di 25 mesi e un tasso di sopravvivenza a 3 anni del 47%. Inoltre, i pazienti che raggiungono una risposta completa al termine della terapia presentano una sopravvivenza a 2 anni del 79%. Queste informazioni sono state condivise da Carmelo Carlo-Stella, professore ordinario di Ematologia e direttore della divisione di Ematologia presso l’Irccs Humanitas Research Hospital di Milano, durante un incontro con la stampa a Milano.

Prospettive di trattamento per il DLBCL

Il linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) rappresenta la forma più comune di linfoma non-Hodgkin, interessando circa un terzo dei casi totali. Carlo-Stella ha evidenziato che questa patologia presenta complessità genetiche, anatomo-patologiche e cliniche. In alcuni casi, si manifesta con sintomi minimi, mentre in altri può verificarsi un quadro clinico più severo. Fino a pochi anni fa, il DLBCL veniva trattato con una combinazione di immuno-chemioterapia, nota con l’acronimo R-CHOP, che include il rituximab e quattro agenti chemioterapici. Questo protocollo ha dimostrato di essere efficace, riuscendo a curare approximately il 60% dei pazienti. Tuttavia, resta un significativo 40% di pazienti che non rispondono a questo trattamento.

Negli ultimi anni, la ricerca ha visto l’introduzione delle cellule CAR-T, una forma innovativa di immunoterapia cellulare, che ha migliorato significativamente le possibilità di guarigione per i pazienti affetti da DLBCL recidivato o refrattario, portando a una cura nel 40% dei casi. Tuttavia, esiste ancora una parte rilevante di pazienti con bisogni medici non soddisfatti. Grazie ai risultati dello studio Starglo, i benefici della combinazione glofitamab e GemOx sono ora disponibili in Italia, con il trattamento rimborsato per l’uso in seconda linea.

In conclusione, l’introduzione della combinazione glofitamab e chemioterapia rappresenta un passo avanti cruciale nella lotta contro il linfoma diffuso a grandi cellule B, contribuendo a ridurre le necessità mediche insoddisfatte di questa patologia e aprendo nuove speranze per i pazienti affetti.