
(Adnkronos) – Il Gruppo Davines, un’eccellenza italiana e internazionale nel settore della cosmesi professionale con i marchi Davines e [ comfort zone ], ha presentato il Rapporto di Sostenibilità 2025, un passo significativo nel suo impegno per lo sviluppo sostenibile. Sotto la leadership del presidente Davide Bollati e del CEO Anthony Molet, l’azienda con sede a Parma ha registrato un fatturato consolidato di 306,7 milioni di euro nel 2025, con un incremento del 6,4% a cambi costanti, grazie all’export che rappresenta l’82% del business totale. Quest’anno segna anche un’importante evoluzione nella strategia di sostenibilità, con l’azienda che ha formalizzato obiettivi sociali per il 2030 e rinnovato il suo impegno alla certificazione B Corp, di cui è parte dal 2016.
Strategie di sostenibilità del Gruppo Davines
L’approccio rigenerativo del Gruppo si articola attorno a tre pilastri strategici. Il primo pilastro, dedicato alla tutela dell’ambiente, ha visto Davines compiere progressi significativi nella decarbonizzazione. Nonostante un aumento della produzione del 6%, le emissioni totali sono rimaste pressoché stabili, registrando un valore di 63.355,6 tonnellate di CO₂ equivalente, con una riduzione dell’intensità carbonica del 27% rispetto all’anno precedente, certificato da Bureau Veritas. Inoltre, per quanto riguarda la tutela della biodiversità, il Gruppo ha rinnovato la certificazione ROC nel suo centro di ricerca EROC a Parma e ha introdotto 10 nuovi ingredienti da agricoltura biologica rigenerativa, portando il totale a 21. La collaborazione con CleanHub ha permesso di rimuovere dall’ambiente 868 tonnellate di rifiuti plastici, contribuendo a una raccolta cumulativa di oltre 3.000 tonnellate dal 2021.
Impatto sociale e governance
<pIl secondo pilastro della strategia di Davines si concentra sulle persone e le comunità. Il Gruppo vanta una leadership femminile rappresentante il 68% della forza lavoro e il 67% dei ruoli manageriali. L'azienda è particolarmente attenta alle nuove generazioni, con quasi il 50% dei nuovi assunti sotto i 30 anni di età. Grazie a questo ambiente favorevole, Davines ha ottenuto la quarta certificazione Great Place to Work in Italia, posizionandosi al quindicesimo posto tra i migliori luoghi di lavoro nel paese. Inoltre, l'impatto sul territorio è stato significativo, con l'Activation Day che ha coinvolto oltre 1.800 partecipanti a supporto di 41 associazioni in 31 paesi, oltre a quasi mille ore di volontariato aziendale e donazioni locali per più di 680.000 euro.
Il Gruppo ha anche sviluppato una robusta struttura di governance, denominata “B Responsible”. Sono state potenziate le iniziative della community interna Regenerateam e ampliato lo statuto di Società Benefit a tutte le sedi globali. Una task force interna verifica l’integrità delle comunicazioni ambientali, seguendo le normative europee. Nel 2025, il Gruppo ha investito il 56% delle risorse economiche in progetti ambientali, il 25% in trasparenza e governance, e il 19% in impatti sociali. Tuttavia, la roadmap verso il 2030 presenta alcune sfide, tra cui l’adeguamento dei consumi energetici e idrici.
La vera sfida per il futuro è definita nella roadmap strategica verso il 2030, che mostra sia successi che aree che necessitano di miglioramenti. Nonostante i progressi sulla decarbonizzazione e la biodiversità, alcune aree sono in ritardo, come la produzione di energia rinnovabile e il riciclo dei materiali di confezionamento. Sonia Ziveri, Chief Sustainability Officer del Gruppo, ha sottolineato la complessità della comunicazione della sostenibilità, evidenziando la necessità di coerenza e trasparenza nelle comunicazioni aziendali.
Questa notizia è di notevole rilevanza poiché evidenzia l’impegno di un’azienda italiana di prestigio nel perseguire la sostenibilità e la trasparenza, parametri sempre più importanti nel contesto globale attuale. Le azioni concrete e gli obiettivi a lungo termine emergono come modelli da seguire per altre imprese che desiderano intraprendere un percorso simile.
