
Il Milano Innovation District: un’evoluzione dall’Expo 2015
Milano si prepara a trasformare l’area che ha ospitato l’Expo 2015 in un distretto dedicato all’innovazione. Mauro Capitanio, amministratore delegato di Principia, la società pubblica proprietaria dello sviluppo del Milano Innovation District (Mind), ha riassunto i progressi dopo undici anni dall’evento mondiale in un’intervista a Claudio Brachino per Italpress Economy. Secondo Capitanio, il bilancio è positivo, grazie a una visione lungimirante da parte dei soci pubblici, tra cui il Ministero dell’Economia e delle Finanze, la Regione Lombardia e il Comune di Milano.
Progetti e partnership per un futuro innovativo
L’area, che si estende su un milione di metri quadri tra Milano e Rho, sarà trasformata in una vera e propria città, con un forte focus su ricerca e istruzione. Tra i principali progetti spicca il cantiere dell’Università Statale di Milano, previsto per completarsi entro il 2028, con 20 mila studenti concentrati su materie STEM. Sarà presente anche il centro di ricerca genomica Human Technopole, nonché nove Istituti Tecnici Superiori, tra cui una scuola di restauro. L’ecosistema vedrà la presenza di piccole e medie imprese, startup e multinazionali, coordinando gli impatti sociali e mantenendo la ricerca e sviluppo come colonne portanti dell’area.
Il modello Mind si basa su un partenariato pubblico-privato, con la collaborazione del gruppo Lendlease. Capitanio ha annunciato l’intenzione di aprirsi a ulteriori partenariati pubblico-pubblico, coinvolgendo enti in grado di fornire capitale a lungo termine per vari progetti, incluse scuole e strutture di ricerca. Inoltre, l’approccio del distretto è già oggetto di interesse in altre città italiane, come Pavia, dove si sta costruendo un ecosistema legato alla produzione di semiconduttori, e si stanno esplorando opportunità anche in Piemonte.
Con una prospettiva verso il 2035, Mind punta a diventare una vera città, con l’obiettivo di attrarre tra 60 e 80 mila visitatori al giorno. Capitanio sottolinea l’importanza della sostenibilità e dell’accessibilità nei progetti, evitando di creare aree abbandonate, ma mirando a uno sviluppo urbano vivibile e inclusivo.
La creazione del Milano Innovation District rappresenta non solo un’opportunità per Milano, ma un modello replicabile per altre regioni italiane, che potrebbero beneficiarne non solo in termini economici, ma anche sociali e ambientali.
