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“Corruzione e caporalato: 20 arresti nei cantieri Napoli-Bari”

Operazione contro la corruzione nella costruzione della linea Napoli-Bari

(Adnkronos) – I finanzieri del nucleo di Polizia economico-finanziaria di Napoli hanno dato esecuzione a un’ordinanza cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del capoluogo partenopeo. Ventidue persone sono state accusate di vari reati, tra cui intermediazione illecita, sfruttamento del lavoro, emissione di fatture per operazioni inesistenti, corruzione nell’esercizio delle funzioni pubbliche, nonché di favoreggiamento. L’indagine, coordinata dal procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, ha focalizzato l’attenzione sulle opere infrastrutturali relative alla realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità/alta capacità Napoli-Bari, in particolare sulle tratte attualmente in costruzione nelle province di Napoli, Avellino e Benevento.

Il meccanismo corruttivo emerso dalle indagini

Le attività investigative hanno esaminato attentamente le diverse fasi della gestione degli appalti, a partire dall’affidamento dei lavori fino all’esecuzione, contabilizzazione, controlli e pagamenti alle imprese. Sono stati presi in considerazione anche aspetti quali la gestione dei materiali di scavo, dei rifiuti di cantiere e la fornitura di calcestruzzo. Secondo quanto riportato nell’ordinanza cautelare, avrebbe preso forma un “sistema di rapporti corruttivi” che coinvolgeva imprenditori e pubblici ufficiali. Questi ultimi, in virtù delle loro responsabilità tecniche e amministrative, avrebbero facilitato alcuni operatori nell’assegnazione di contratti e nella gestione dei progetti.

In cambio di favori, sarebbero stati elargiti pagamenti in denaro e beni di valore, tra cui orologi pregiati, telefonini, viaggi e persino somme nascoste in scatole natalizie. La Procura di Napoli ha sottolineato questi scambi illeciti come parte di un meccanismo ben definito e strutturato.

Questa operazione evidenzia non solo la presenza di fenomeni corruttivi nel settore delle opere pubbliche, ma rappresenta anche un passo significativo verso la tutela della legalità e della trasparenza nella gestione degli appalti pubblici. Le indagini continuano per far luce su ulteriori dettagli e coinvolgimenti in questa vicenda.