Top News

“Copilota FlyDubai: scoperti post terroristici, scatta inchiesta”

(Adnkronos) – “Il copilota ha tentato di realizzare un atto di terrorismo”. Così si è espresso il Procuratore generale degli Emirati Arabi Uniti, Hamad Saif Al Shamsi, commentando gli sviluppi delle indagini sull’incidente avvenuto mercoledì a bordo del volo FlyDubai, partito dagli Emirati e diretto a Tel Aviv. Il volo, a causa di una grave minaccia, è stato costretto ad atterrare in Arabia Saudita. Secondo la ricostruzione, il copilota ha aggredito il pilota con un’ascia di emergenza nel tentativo di prendere il controllo dell’aereo. Sono in corso le indagini per chiarire ogni dettaglio e motivazione legati a questo episodio.

Dettagli sulla radicalizzazione del copilota

Negli ultimi giorni, sono emersi ulteriori particolari riguardo a presunti timori di radicalizzazione del copilota coinvolto. L’uomo, che ha accoltellato il comandante del volo 1073, era stato precedentemente escluso dal servizio dalle autorità dell’Oman a causa di preoccupazioni relative a ideologie radicali. La notizia è stata riportata dal Wall Street Journal, che ha citato fonti vicine alla vicenda.

Nonostante il divieto di volare, sembra che il copilota, un cittadino omanita, sia stato successivamente assunto da FlyDubai, permettendogli di operare su una rotta particolarmente delicata che collega gli Emirati Arabi Uniti a Israele. Non è stato possibile stabilire se l’Oman avesse informato altri Paesi o compagnie aeree riguardo alle sue preoccupazioni sulla radicalizzazione del pilota, né si conosce la natura esatta dei suoi possibili legami estremisti.

Il profilo del pilota e i suoi post

Secondo la CNN, il pilota, identificato come Hamam al-Hammami, ha trascorso anni negli Emirati Arabi Uniti. Sul suo profilo LinkedIn, è emerso che aveva lavorato per Oman Air per sette anni prima di passare a Royal Air Maroc. Tuttavia, il profilo non menzionava FlyDubai. Successivamente, il profilo LinkedIn è stato eliminato, ma non prima di aver pubblicato due post circa nove ore dopo l’incidente.

I post contenevano dei video girati nella cabina di pilotaggio di un Boeing 737 Max, l’aereo coinvolto nell’incidente. Uno di essi si concludeva con immagini di Ayman al-Zawahiri, leader di Al-Qaeda, e di Humam Khalil Abu-Mulal al-Balawi, noto per un attentato suicida nel 2009. Il secondo post mostrava un’immagine generata dalla macchina che rappresentava i luoghi più sacri dell’Islam, accompagnata da una poesia di sfida che rifiutava l’umiliazione e il timore della morte.

Questa notizia ha suscitato grande preoccupazione e attenzione a livello internazionale, sottolineando la necessità di monitorare attentamente le potenziali minacce alla sicurezza aerea e le implicazioni riguardanti il radicalismo. Le indagini proseguono per comprendere appieno la situazione e garantire la sicurezza nei voli commerciali.