Salute

“Congresso a Capo d’Orlando: Futuro della medicina tra AI e cronicità”

(Adnkronos) – L’età media dei pazienti ricoverati nelle Medicine interne italiane è superiore ai 70 anni, con un carico di oltre 4 malattie croniche a testa. Questo è il ritratto di oltre il 75% dei ricoverati, basato su una recente indagine condotta dalla Fadoi, la Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti. I medici specialisti, attivi in ospedali da Nord a Sud del Paese, sono i testimoni diretti di nuove esigenze che il Servizio sanitario nazionale deve affrontare. Gli internisti hanno da tempo sollecitato un adeguamento della classificazione dei loro reparti per rispondere all’intensità delle cure che forniscono, aspirando a contribuire a un miglior funzionamento del Ssn e creando un sistema capace di rispondere alle necessità dei nuovi pazienti. Questo rappresenta l’obiettivo centrale del congresso intitolato ‘Il futuro della medicina interna: tra complessità, nuove tecnologie, intelligenza artificiale ed umanizzazione’, previsto dall’8 al 10 ottobre a Capo d’Orlando, in provincia di Messina.

Il ruolo centrale della medicina interna

Tra i promotori di questo importante incontro c’è Antonino Mazzone, ex direttore del Dipartimento di Area medica e Continuità assistenziale dell’Asst Ovest Milanese. Originario di Naso, ha dedicato 26 anni della sua carriera all’ospedale di Legnano, sottolineando che “la medicina interna cura i malati, non solo le malattie”. Mazzone definisce la Medicina interna come il “cervello dell’ospedale”, responsabile di dirigere il percorso diagnostico e terapeutico, ed è la prima tappa per i pazienti che giungono dai Pronto soccorso. Anche se è andato in pensione dal 2 settembre, continua a promuovere la centralità della disciplina a cui ha dedicato la vita, affiancato da Salvatore Di Rosa e Carlo Nozzoli, entrambi con esperienze consolidate nel campo della medicina interna.

Innovazione e prevenzione nella medicina interna

Il congresso si propone di esplorare temi innovativi e strategici che interesseranno il futuro dell’assistenza e dell’organizzazione sanitaria. Secondo gli specialisti, le malattie trattate dalla Medicina interna sono la principale causa di morte a livello globale, comprendendo patologie come cardiopatie, ictus, cancro, diabete e malattie respiratorie croniche. È evidenziato il fatto che molte di queste malattie necessitano di assistenza a lungo termine, ma offrono anche possibilità di prevenzione. I fattori di rischio, spesso modificabili, includono uno stile di vita poco salutare, come una dieta inadeguata e la sedentarietà, mentre altri, come l’età e la predisposizione genetica, non possono essere cambiati. Inoltre, i promotori del congresso sottolineano l’importanza di affrontare fattori sociali ed economici che influenzano la salute.

La rassegna di Capo d’Orlando vedrà anche relazioni su temi innovativi, tra cui la terapia genica per le anemie rare e l’immunoterapia per il trattamento dei tumori. Sarà un’importante occasione per discutere i risultati della ricerca in vari ambiti e il ruolo dell’intelligenza artificiale nella medicina. In questo contesto, esperti come Salvatore Corrao metteranno in evidenza il potenziale dell’Ai nel supportare le decisioni cliniche, sottolineando la necessità di non perdere mai di vista l’elemento umano nella medicina.

In conclusione, il congresso rappresenta un’importante opportunità per riunire esperti del settore, focalizzandosi sulla centralità della medicina interna e sulle sfide future che dovrà affrontare. Attraverso l’innovazione e l’umanizzazione, i professionisti puntano a migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria, rispondendo alle esigenze sempre più complesse dei pazienti e contribuendo a un Servizio sanitario nazionale più efficace e sostenibile.