Top News

Caro-energia: inflazione in crescita, consumi e Pil in calo!

ROMA (ITALPRESS) – In Italia, il costo dell’elettricità continua a mantenere un divario significativo rispetto ai principali Paesi dell’Unione Europea, raggiungendo quasi 70 euro per MWh. A settembre 2026, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità (PUN) ha registrato un incremento del 73,3% rispetto al valore medio del 2025. Questa situazione si sovrappone a un contesto già delicato, dato che i prezzi attuali sono superiori del 271,1% rispetto a quelli pre-pandemia. L’analisi condotta da Confcommercio, in collaborazione con il CER, mette in evidenza un aumento del 161,2% del prezzo del gas sul mercato europeo TTF rispetto allo stesso mese del 2025, contribuendo a generare costi aggiuntivi di oltre un miliardo di euro per i settori del commercio, del turismo e della ristorazione nel secondo semestre di quest’anno.

L’impatto sull’economia e sui consumi

Nel 2027, è previsto che l’Italia possa registrare una perdita di circa 6,5 miliardi di euro in consumi a causa dell’aumento dei costi energetici. Il rapporto di Confcommercio sottolinea come il peggioramento dei prezzi dell’energia potrebbe avere effetti devastanti sull’economia nazionale, riducendo la crescita del PIL e portando a una possibile inflazione aggiuntiva di 0,7 punti percentuali. Per le famiglie, ciò potrebbe tradursi in una riduzione dei consumi reali di 250 euro, con ripercussioni dirette sulla qualità della vita.

Le cause del divario energetico

Uno dei fattori principali che contribuiscono a questo svantaggio è il mix energetico italiano, caratterizzato da una forte dipendenza dal gas. Nel 2025, il 43,7% dell’elettricità nazionale è stata prodotta da impianti a gas, in netto contrasto con altri Paesi europei come la Spagna e la Germania, dove la percentuale di energia elettrica prodotta da questo combustibile è molto più bassa. Inoltre, gli oneri e le imposte gravanti sulle bollette italiane, che sono aumentate del 33,9% tra il 2021 e il 2025, contribuiscono a un ulteriore incremento dei costi, aggravando la situazione rispetto ai partner europei.

In conclusione, l’analisi di Confcommercio evidenzia l’urgenza di intervenire per mitigare gli effetti dell’aumento dei costi energetici. È fondamentale adottare misure immediate e strutturali, tra cui incentivi per l’efficienza energetica, potenziamento delle fonti rinnovabili e una riforma del sistema di formazione dei prezzi dell’elettricità. Una risposta tempestiva è essenziale per evitare una nuova spirale inflazionistica che potrebbe compromettere ulteriormente i consumi e la crescita economica del Paese.