
“`html
(Adnkronos) – In Italia, la questione del lavoro femminile continua a rappresentare una delle principali sfide per il mercato del lavoro. Nonostante il tasso di occupazione maschile tra i 15 e i 64 anni si attesti intorno al 70%, quello femminile rimane significativamente più basso, intorno al 53%. Questa situazione colloca l’Italia tra gli ultimi Paesi dell’Unione Europea per quanto riguarda la partecipazione delle donne al mercato lavorativo.
Il Bonus Donne per il reinserimento lavorativo
Per facilitare l’ingresso e il reinserimento delle donne nel mercato del lavoro, nel 2026 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha rifinanziato il Bonus Donne con un investimento di 141,5 milioni di euro, proveniente dal Programma Nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027, cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo Plus. Tale incentivo è destinato ai datori di lavoro privati, incluso il settore agricolo, che assumono a tempo indeterminato donne in condizioni di svantaggio.
Dettagli dell’incentivo
Il Bonus prevede un esonero totale dai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, ad eccezione dei premi e contributi Inail. Per ciascuna nuova assunzione agevolata, il datore di lavoro può beneficiare di uno sgravio fino a 650 euro al mese per lavoratrice. Questo importo aumenta a 800 euro mensili nel caso di assunzioni di donne residenti nelle regioni comprese nella Zona Economica Speciale (Zes) del Mezzogiorno, che include Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna, Marche e Umbria.
L’agevolazione è valida per assunzioni effettuate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026 e può essere concessa fino a 24 mesi per le donne senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, o da almeno 12 mesi se appartengono a categorie di svantaggio specifiche definite dalla normativa europea. Inoltre, per le donne disoccupate da almeno sei mesi, l’agevolazione è di 12 mesi.
Questa misura non solo mira a ridurre il costo del lavoro per le imprese, ma anche a migliorare le opportunità professionali per le donne, che spesso trovano maggiori ostacoli nell’accesso al lavoro. È importante che i datori di lavoro conoscano queste agevolazioni, poiché l’incentivo rende le assunzioni più vantaggiose. Le richieste di accesso ai benefici devono essere presentate all’Inps con il modulo disponibile sul Portale delle agevolazioni, seguendo le disposizioni della circolare Inps n. 57 del 14 maggio 2026.
In conclusione, il rifinanziamento del Bonus Donne rappresenta un passo significativo verso il miglioramento della situazione occupazionale femminile in Italia, contribuendo agli obiettivi di inclusione e pari opportunità nel mondo del lavoro.
“`
