“`html
Si è tenuta presso la Camera dei Deputati una Tavola Rotonda intitolata “Alzheimer: un dialogo condiviso tra Istituzioni, clinici e pazienti”, organizzata con il supporto non condizionante del Gruppo Menarini. L’evento ha avuto come obiettivo quello di analizzare le principali priorità nella prevenzione, diagnosi precoce, presa in carico e accesso alle terapie per i pazienti affetti da Alzheimer.
Focus sui Dati e Priorità Assistenziali
Ad oggi, l’Alzheimer rappresenta la forma più comune di demenza e crea una crescente richiesta di assistenza da parte dei servizi sanitari e delle famiglie. In Italia, si prevede che nel 2025 ci saranno circa 1,5 milioni di persone affette da demenza, a cui si aggiungono circa 950.000 individui con deterioramento cognitivo lieve, e circa 4 milioni di familiari e caregiver coinvolti nell’assistenza. Durante il dibattito, è stata posta particolare attenzione sulla prevenzione, in linea con il Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031, considerando i fattori di rischio modificabili e l’importanza del raccordo tra prevenzione, medicina generale e servizi territoriali.
Importanza della Diagnosi Precoce e Semplificazione dei Percorsi Terapeutici
Annarita Patriarca, Segretaria di Presidenza della Camera dei Deputati e promotrice dell’Intergruppo Parlamentare per le Neuroscienze e l’Alzheimer, ha sottolineato la necessità di creare reti permanenti per ottimizzare le risorse e aumentare l’efficacia degli interventi normativi. Daniela Merlo, Direttrice del Dipartimento di Neuroscienze dell’Istituto Superiore di Sanità, ha evidenziato la rilevanza di intervenire sui fattori di rischio e di riconoscere tempestivamente i segni di declino cognitivo. Alessandro Padovani, Past President della Società Italiana Neurologia, ha confermato che oggi è possibile diagnosticare l’Alzheimer anche nelle fasi iniziali, sottolineando l’importanza di un approccio multidisciplinare per garantire un’assistenza continua.
Un ulteriore tema affrontato è stato quello della gestione delle terapie, con l’intento di semplificare le procedure di prescrizione e monitoraggio. Camillo Marra, Responsabile dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Clinica della Memoria, ha messo in luce come la semplificazione delle terapie possa migliorare l’accesso alle cure. È emerso, inoltre, un forte appello a garantire omogeneità nell’assistenza tra le diverse regioni, oltre a un maggiore supporto ai caregiver, la cui importanza aumenta man mano che il paziente perde autonomia.
In sintesi, il convegno ha evidenziato la necessità di un approccio coordinato e tempestivo nelle fasi di prevenzione, diagnosi e trattamento dell’Alzheimer. Solo attraverso una riduzione delle disuguaglianze territoriali e una gestione più efficiente delle terapie si potrà garantire un’assistenza equa e qualificata per tutti i pazienti e le loro famiglie.
“`

