
(Adnkronos) – Un significativo progresso nella diagnosi dell’Alzheimer è stato raggiunto dal Centro Integrato di Ricerca e Cura della malattia d’Alzheimer – Fondazione Roma del Campus Bio-Medico, che ha ridotto il tempo necessario per giungere a una diagnosi da un anno a soli tre mesi. Tale evoluzione consente di guadagnare nove mesi preziosi per elaborare un percorso terapeutico e assistenziale, valutare l’accesso a terapie emergenti e coinvolgere il paziente quando la malattia è ancora nelle sue fasi iniziali. Nel 2025, il Centro ha seguito 200 pazienti.
Un approccio integrato per la salute del paziente
Il progetto, promosso dalla Biomedical University Foundation e sostenuto dalla Fondazione Roma, integra ricerca traslazionale, attività clinica e supporto socio-assistenziale, mirando a ridurre il divario tra laboratorio e paziente. Nel Policlinico Universitario Campus Bio-Medico sono state installate una risonanza magnetica da 3 Tesla e un laboratorio di neurofisiologia clinica, mentre l’Università Campus Bio-Medico di Roma ha messo a disposizione strutture specializzate per la ricerca e la validazione preclinica.
L’obiettivo principale è creare un percorso integrato in cui la ricerca avanzata, la diagnostica e l’assistenza possano collaborare, facilitando l’individuazione precoce della malattia e una maggiore personalizzazione delle scelte cliniche. I risultati ottenuti sono stati presentati in occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer, durante un convegno all’Università Campus Bio-Medico di Roma che ha visto la partecipazione di ricercatori, professionisti del settore sanitario e rappresentanti delle istituzioni e del terzo settore. Tra i temi discussi, il ruolo fondamentale dei centri diurni nell’assistenza a pazienti e famiglie colpite dalla malattia.
Una risposta alle crescenti sfide sanitarie
Carlo Tosti, presidente dell’Università e della Fondazione Policlinico Campus Bio-Medico, ha evidenziato come la malattia di Alzheimer non impatti solo sui pazienti, ma anche profondamente sui loro familiari. Ha quindi sottolineato l’importanza di un approccio che unisca ricerca e cura, riconoscendo la dignità e l’identità dell’individuo in ogni fase della malattia. Il Centro rappresenta un’iniziativa che riunisce diverse competenze scientifiche e cliniche, affrontando una patologia complessa che incide non solo sugli aspetti medici, ma coinvolge l’intero nucleo familiare.
La dimensione della sfida è destinata ad aumentare con l’invecchiamento della popolazione. Franco Parasassi, presidente della Fondazione Roma, ha ricordato che in Italia oltre 1,4 milioni di persone convivono con la demenza, di cui circa 600.000 affette dalla malattia di Alzheimer, un fenomeno che è destinato a crescere. Fondazione Roma già supporta un villaggio residenziale per pazienti con Alzheimer lieve e moderato e punta a integrare ricerca e assistenza, sviluppando modelli diagnostici sempre più precisi e tempestivi.
In conclusione, il Centro Integrato di Ricerca e Cura della malattia d’Alzheimer rappresenta un passo avanti cruciale nella lotta contro questa malattia, promettendo di migliorare la qualità della diagnosi e dell’assistenza ai pazienti, e di rispondere efficacemente a una problematica sanitaria di crescente rilevanza.
