Salute

“Aiom: 15% debriti a Gaza contaminati da amianto, allerta oncologica”

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Impatto ambientale e sanitario della guerra a Gaza

(Adnkronos) – La guerra a Gaza ha portato alla creazione di 61 milioni di tonnellate di detriti, un volume equivalente a quello di 25 torri Eiffel. Si stima che circa il 15% di queste macerie sia contaminato da amianto, rifiuti industriali e metalli pesanti, creando così una grave crisi ambientale che si aggiunge al tragico bilancio delle vittime del conflitto. L’amianto, presente tra le rovine, rappresenta il principale ostacolo alle operazioni di bonifica, con conseguenti rischi per la salute della popolazione locale, che per decenni potrebbe essere esposta a tumori come il mesotelioma pleurico e il carcinoma del polmone. A rendere la situazione ancora più critica, il conflitto ha azzerato l’assistenza oncologica nelle aree palestinesi, interrompendo diagnosi e trattamenti e procurando vulnerabilità estreme a pazienti e operatori sanitari.

La situazione oncologica in guerra

Durante le Giornate dell’Etica che si svolgono a Erice (Trapani), Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) e Fondazione Aiom stanno evidenziando l’importanza della salute in contesti di conflitto, con un focus su “Guerra, salute globale e oncologia”. Gli oncologi italiani hanno aderito al manifesto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) pubblicato su The Lancet, mirando a migliorare le cure per i pazienti affetti da cancro nei conflitti. Massimo Di Maio, presidente di Aiom, sottolinea che i pazienti oncologici nelle aree colpite da conflitti soffrono per la mancanza di farmaci, la distruzione di ospedali e la carenza di personale sanitario, aggravando ulteriormente la loro condizione.

Particolarmente preoccupante è la situazione a Gaza, dove l’unico ospedale specializzato nel trattamento del cancro ha chiuso i battenti, privando circa 10.000 pazienti di diagnosi e cure. Anche i permessi per uscire dalla Striscia per ricevere assistenza medica sono difficili da ottenere, con circa 5.000 pazienti che attendono l’autorizzazione. In contrasto, la situazione in Ucraina mostra come, nonostante le sfide, l’accesso alle cure oncologiche sia stato in gran parte ripristinato in tempi brevi dalla invasione russa, grazie a una gestione sanitaria più efficace.

Infine, la presidente eletta di Aiom, Rossana Berardi, mette in luce la necessità di affrontare il grave problema della contaminazione ambientale causata dai conflitti, in particolare l’amianto, che è presente in molte aree devastate. La crisi oncologica e ambientale che si verifica in contesti di guerra ha ripercussioni non solo nel presente, ma si protrarrà per generazioni a causa del lungo periodo di latenza tra esposizione e insorgenza di malattie correlati.

Questa tematica è di fondamentale importanza e ribadisce la necessità di garantire assistenza sanitaria e protezione dei diritti dei malati, anche in situazioni di conflitto. L’impegno di organizzazioni come Aiom può rappresentare un’ancora di speranza per i pazienti oncologici in tutto il mondo, rivelandosi cruciale nel promuovere una maggiore consapevolezza e supporto nelle emergenze sanitarie legate a conflitti.

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