
Impegno delle Istituzioni per la Nutrizione in Oncologia
(Adnkronos) – Il percorso intrapreso dalle Istituzioni nazionali in materia di nutrizione per i pazienti oncologici ha già prodotto risultati significativi, come il riconoscimento dello screening nutrizionale, approvato nella legge di Bilancio dello scorso anno, e le attività del Tavolo nazionale sulla Sicurezza nutrizionale attivo presso il Ministero della Salute. In vista della costruzione del disegno di legge di Bilancio 2027, è cruciale proseguire con questo impegno per garantire a tutti i pazienti oncologici un accesso uniforme agli Alimenti a fini medici speciali (Afms), che sono prodotti specificamente formulati per la gestione dietetica di coloro che presentano esigenze nutrizionali non soddisfabili con una dieta tradizionale. Tra questi, i Supplementi nutrizionali orali (Ons) sono fondamentali per affrontare la malnutrizione calorico-proteica associata a diverse patologie, contribuendo a migliorare gli esiti clinici e la qualità della vita dei pazienti.
Disparità nell’Accesso alle Terapie Nutrizionali
In una fase complessa per il Paese, che deve affrontare diverse priorità e gestire in modo oculato le risorse pubbliche, è essenziale non trascurare i bisogni delle persone più vulnerabili. La malnutrizione colpisce oltre la metà dei pazienti oncologici già al primo incontro e, se non trattata, può compromettere l’efficacia delle terapie e la qualità della vita, aumentando il rischio di complicanze e ricoveri. Attualmente, l’accesso gratuito agli Afms varia a seconda delle scelte delle singole Regioni e dell’organizzazione delle singole Aziende sanitarie locali (Asl), creando ingiustizie nell’accesso alle terapie nutrizionali. Molti pazienti si trovano a dover sostenere spese elevate o affrontare procedure complesse, rischiando così di rinunciare a cure fondamentali.
È emerso da uno studio di farmacoeconomia presentato in Senato lo scorso giugno che una diffusione massiva di Ons per i pazienti oncologici di nuova diagnosi potrebbe generare un risparmio netto annuo per il Sistema Sanitario Nazionale (Ssn) di circa 45 milioni di euro. A fronte di un investimento attorno ai 50 milioni di euro all’anno, i costi evitati derivanti dalla riduzione delle riospedalizzazioni e dei ricoveri si stima possano arrivare a circa 95 milioni di euro annui.
La presidente della Favo, Paola Varese, ha sottolineato l’importanza di un accesso omogeneo agli Afms, affermando che per molti pazienti oncologici questi alimenti rappresentano un trattamento essenziale. È fondamentale che il governo e il ministero della Salute continuino a mostrare attenzione verso questo tema e considerino l’inserimento degli Afms nei Livelli essenziali di assistenza. Allo stesso modo, Maurizio Muscaritoli, presidente della Sinuc, ha evidenziato come il supporto nutrizionale, appropriato e monitorato, rappresenti una componente vitale nel percorso di cura oncologica.
Alla luce di quanto esposto, l’importanza di garantire accesso equo alla nutrizione clinica per i pazienti oncologici è evidente. La Legge di Bilancio rappresenta un’opportunità per consolidare questo impegno e riconoscere la nutrizione clinica come parte integrante della cura oncologica. La collaborazione tra la Favo, Sinuc, Sinpe e ACC è cruciale per rendere effettivo un accesso uniforme alla nutrizione clinica in Italia, migliorando così la qualità della vita dei pazienti e contribuendo alla sostenibilità del Ssn.
