
L’Importante Partecipazione dell’ARNAS Garibaldi
PADOVA (ITALPRESS) – L’Unità Operativa Complessa di Urologia dell’ARNAS Garibaldi di Catania, diretta dal dottor Mario Falsaperla, ha preso parte all’ERUS26, il meeting della Sezione di Urologia Robotica della Società Europea di Urologia, tenutosi a Padova dal 9 all’11 settembre. Questo evento, giunto alla sua 23esima edizione, rappresenta un’importante opportunità di confronto scientifico sulle tecnologie più avanzate nel campo della chirurgia urologica robotica e sulle tecniche innovative per il trattamento delle malattie urologiche.
Contributi Scientifici e Innovazioni Tecnologiche
Durante il meeting, l’èquipe dell’ARNAS Garibaldi ha presentato il proprio contributo scientifico attraverso un poster e due video ad alto contenuto tecnico, esposti alla comunità urologica europea dal dottor Trefiletti. Le presentazioni si sono focalizzate su procedure chirurgiche di rilievo nel campo della chirurgia renale mini-invasiva e robot-assistita. Tra i progetti discussi, si sono distinti il confronto tra enucleazione laparoscopica clamp-less di tumori renali tridimensionali e nefrectomia parziale robotica, insieme all’innovativa procedura robotica nephron-sparing denominata “Due Tumori, Un Rene, Zero Clamps”, nonché un’eminefrectomia robot-assistita del polo inferiore sinistro.
La partecipazione a ERUS26 evidenzia l’impegno costante dell’UOC di Urologia dell’ARNAS Garibaldi verso l’innovazione tecnologica e lo sviluppo di tecniche chirurgiche mini-invasive e robotiche. Questo anche per mantenere un dialogo attivo con le esperienze scientifiche più avanzate in Europa. La presenza della delegazione catanese in un evento di tale portata rappresenta un’ulteriore occasione per valorizzare le competenze professionali dell’Azienda e sottolinea il ruolo fondamentale della ricerca e dell’innovazione nella continua evoluzione dell’assistenza ai pazienti.
In conclusione, la partecipazione dell’ARNAS Garibaldi a un meeting internazionale di questa rilevanza conferma non solo il prestigio dell’ospedale catanese, ma anche il suo attivo coinvolgimento nella comunità scientifica, contribuendo così al progresso della medicina urologica.
