Utilizzo dell’Intelligenza Artificiale in Operazioni di Cyber-Spionaggio
SAN FRANCISCO (STATI UNITI) – Secondo il nuovo Threat Intelligence Report di Anthropic, alcuni operatori con sede in Russia hanno impiegato l’intelligenza artificiale Claude per sviluppare software destinato a droni d’attacco FPV. Inoltre, è emerso che un gruppo di cyber-spionaggio ha sfruttato questa tecnologia per condurre operazioni mirate anche contro obiettivi in Ucraina. Il report fornisce dettagli sulla natura e sul grado di evoluzione dei progetti monitorati.
Un esempio di utilizzo emerso, identificato come GTG-27005, riguarda un team di freelance specializzati che ha impiegato Claude Code per progettare e collaudare il software di droni autonomi. Questi droni sono stati equipaggiati con capacità di individuazione dei bersagli e di attivazione del comando di detonazione senza necessità di intervento umano. Denominato “DronDoc” o “Serafim”, il sistema ha raggiunto un livello di maturità tecnologica (TRL) compreso tra 3 e 4, con validazioni effettuate principalmente tramite simulazioni e test hardware. Anthropic ha puntualizzato di non avere prove di un utilizzo operativo effettivo e ha definito gli sviluppatori come “non un’entità statale russa”.
Attività di Cyber-Spionaggio Riconducibili allo SVR Russo
Un altro caso di interesse, contrassegnato come GTG-20006, riguarda un gruppo di cyber-spionaggio che ha utilizzato Claude in diverse fasi di attacchi a organizzazioni governative, militari e diplomatiche, comprese quelle ucraine. Le tecniche e gli obiettivi di questa attività corrispondono alle informazioni pubblicamente disponibili su un gruppo noto come Midnight Blizzard, ritenuto dalle autorità occidentali affiliato al servizio di intelligence russo SVR. Anthropic ha evidenziato che l’intelligenza artificiale è stata utilizzata in attività di ricognizione, phishing, esfiltrazione di dati e modifica del malware per superare i sistemi di protezione.
La rivelazione di queste attività sottolinea l’importanza crescente dell’intelligenza artificiale nel contesto delle operazioni cibernetiche. La capacità di impiegare tecnologie avanzate per scopi malevoli mette in evidenza la necessità di un monitoraggio costante e di misure di sicurezza rafforzate per proteggere le infrastrutture critiche.

