Ambiente

“Clean Technology 2026: Il Green come Vantaggio Competitivo”

MILANO (ITALPRESS) – La transizione ecologica dell’industria italiana ha raggiunto una fase di stabilità in cui la sostenibilità è integrata nella cultura aziendale e nelle decisioni gestionali. Le aziende, costrette da rincari energetici, instabilità geopolitica e normative più severe, stanno includendo la sostenibilità nelle loro strategie fondamentali, puntando a ottenere vantaggi economici significativi attraverso investimenti mirati.

Osservatorio Clean Technology 2026: Un Cambiamento Necessario

Questi dati emergono dalla V edizione dell’Osservatorio Clean Technology 2026, uno studio realizzato da Eumetra per Haiki+ e Circularity, basato su un campione di 400 piccole e medie imprese (pmi) e grandi aziende italiane. Secondo la ricerca, le problematiche ambientali vengono sempre più percepite come necessità gestionali anziché come semplici tendenze momentanee.

Maria Alessandra Gallone, Presidente di ISPRA, ha dichiarato: “I risultati dell’Osservatorio mostrano una crescita del tessuto imprenditoriale italiano, dove la sostenibilità è diventata parte integrante delle strategie industriali. È cruciale disporre di dati affidabili e strumenti di misurazione per valorizzare gli investimenti ambientali e garantire una comunicazione trasparente.” Nel 2026, il 63% delle medie e grandi imprese ha adottato un piano industriale con obiettivi a lungo termine in materia di sostenibilità, raddoppiando rispetto al 2025.

Investimenti Sostenibili e Performance Ambientali

Il 79% delle aziende ha effettuato investimenti in sostenibilità, in particolare nel campo dell’efficienza energetica, dove il 76% ha intrapreso azioni nel 2026, includendo l’installazione di pannelli fotovoltaici. Tuttavia, è emersa una preoccupazione riguardo ai costi: l’86% delle aziende considera i materiali riciclati più costosi rispetto alle materie prime convenzionali. Nonostante ciò, C’è un aumento significativo nell’adozione di certificazioni ambientali, passando dal 41% nel 2025 al 60% nel 2026.

Giovanni Rosti, Amministratore Delegato di Haiki+, ha sottolineato come le aziende oggi non investano più per apparire eco-friendly, ma per migliorare l’efficienza energetica e rispondere alle normative. Questo shift verso un approccio più realistico evidenzia la resilienza del tessuto imprenditoriale anche in un contesto economico caratterizzato da incertezze globali. Nel lungo termine, appare necessario che le politiche industriali nazionali ed europee supportino il settore, regolando i costi delle materie prime riciclate per favorire l’economia circolare.

In conclusione, l’Osservatorio Clean Technology 2026 mette in luce non solo i progressi delle aziende italiane nella sostenibilità, ma anche le sfide da affrontare per garantire una crescita duratura ed efficiente in un contesto economico globale in continua evoluzione. L’adozione di pratiche aziendali responsabili rappresenta un passo fondamentale verso un futuro più sostenibile.