Salute

“Anziani: le malattie interagiscono, ecco perché conta!”

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Multimorbidità: una sfida cruciale per la Geriatria moderna

Il termine “multimorbidità” si riferisce alla condizione in cui una persona presenta due o più malattie croniche contemporaneamente. Questo fenomeno è particolarmente diffuso tra gli anziani ed è considerato una delle principali sfide della Geriatria contemporanea. Patologie comuni come diabete, malattie cardiovascolari, disturbi respiratori, depressione, artrosi e osteoporosi possono coesistere, influenzandosi reciprocamente. Tale complessità nella gestione della salute degli anziani comporta un impatto significativo sulla loro mobilità, sulla qualità della vita e aumenta il rischio di disabilità, oltre ad elevare il fabbisogno di farmaci e ricoveri ospedalieri, con conseguenze anche sulla mortalità.

La ricerca sull’interazione delle malattie croniche

In un contesto sociale in cui l’aspettativa di vita aumenta, diventa sempre più importante non solo allungare gli anni di vita, ma garantire che questi siano trascorsi in buona salute e con una significativa autonomia. In questo scenario, la Geriatria gioca un ruolo cruciale, considerando il paziente anziano come un tutt’uno e non solo come la somma di malattie separate. Lo studio recentemente pubblicato sulla rivista internazionale Nature Aging da ricercatori della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore si concentra proprio su questa interazione, analizzando un campione di quasi 1.200 persone di età pari o superiore ai 70 anni, tutte affette da fragilità fisica e da almeno due malattie croniche.

I risultati della ricerca evidenziano che non è sufficiente contare il numero di patologie presenti per valutare il rischio clinico di un paziente anziano. È fondamentale comprendere la natura delle malattie e come queste interagiscono tra loro. Gli studiosi hanno identificato quattro modelli di multimorbidità: aspecifico, respiratorio, psichiatrico e cardiometabolico. È emerso che i benefici degli interventi terapeutici risultano maggiormente evidenti nei profili psichiatrico e aspecifico, suggerendo quindi che la prevenzione della disabilità debba essere sempre più personalizzata per rispondere meglio ai bisogni individuali.

Il Progetto Sprintt, avviato nel 2016, è uno dei principali studi clinici europei sulla fragilità fisica e la sarcopenia negli anziani. Il suo scopo è dimostrare l’efficacia di interventi multicomponente nel ridurre il rischio di disabilità motoria. Le recenti pubblicazioni confermano l’importanza e la continuità di questo progetto, che si sta rivelando determinante nel promuovere una Geriatria più orientata verso interventi mirati. Il professor Francesco Landi, docente di Medicina interna, ha sottolineato che la longevità non deve essere vista come un peso da affrontare, ma piuttosto come un’opportunità per migliorare la vita degli anziani, puntando su una cultura della prevenzione per le generazioni future. La missione di questo studio è chiara: non è sufficiente contare le malattie, ma è necessario valutare le funzioni e proteggere il movimento per prevenire l’insorgere della disabilità.

Questa ricerca riveste una grande importanza poiché sottolinea la necessità di un approccio più integrato nella gestione della salute degli anziani, con un focus sulle interazioni tra le diverse malattie e un impegno per migliorare la qualità della vita anche in età avanzata.

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