ROMA (ITALPRESS) – Un rilevante episodio di trasporto di particolato atmosferico è stato osservato a partire dalla mattinata del 27 agosto presso l’Osservatorio climatico Ottavio Vittori di Monte Cimone, situato a 2165 metri di altitudine nell’Appennino modenese. Le misurazioni effettuate hanno evidenziato un repentino incremento nella concentrazione di particelle grossolane, attribuibili alle polveri provenienti dal Sahara. L’intensità di questo fenomeno è visibile anche dalle immagini della webcam dell’Osservatorio, che mostrano un passaggio da condizioni di buona visibilità il giorno precedente a una notevole velatura atmosferica il 27 agosto, con una conseguente riduzione della visibilità.
Osservazioni Atmosferiche e Qualità dell’Aria
Il fenomeno in questione non interessa solo lo strato d’aria a contatto con il terreno, ma si estende anche a diverse altitudini. Le misure effettuate tramite un dispositivo di remote-sensing (Automated-Lidar-Ceilometer) hanno rivelato un significativo segnale di aerosol distribuito nella troposfera per tutta la giornata, con variazioni più accentuate fra i 2 e 5 km di altitudine, a partire dalle 14:00 locali. Questo trasporto di polveri sahariane è stato confermato dalle retrotraiettorie calcolate con il modello NOAA HYSPLIT, mentre le previsioni del Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS) evidenziano un’area di alta concentrazione di aerosol sull’Italia e sul Mediterraneo. Tali osservazioni suggeriscono non solo la presenza, ma anche la dinamica tridimensionale del trasporto di particolato atmosferico.
Implicazioni Sanitarie e Ambientali
Questo evento assume un’importanza rilevante anche per la qualità dell’aria. Infatti, i livelli di PM10 misurati al Monte Cimone hanno superato il limite suggerito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per la media delle 24 ore, segnalando l’intensità del fenomeno. La polvere minerale contribuisce in modo significativo ai valori di PM10, visibili anche in ambiente urbano. La presenza di particelle di grandi dimensioni genera un incremento della frazione grossolana del particolato atmosferico. Inoltre, si è assistito a un significativo impatto sulla visibilità, scesa da 20 km a circa 12 km a causa dell’arrivo delle polveri sahariane.
L’episodio osservato mette in luce l’importanza delle misurazioni effettuate in alta montagna: Monte Cimone è la stazione principale in Italia per lo studio della composizione atmosferica e l’unica stazione globale GAW-WMO del paese. La sua altitudine e la posizione lontana dalle principali fonti di inquinamento locale consentono di esaminare l’arrivo di masse d’aria provenienti da lontano e di studiare il trasporto di aerosol a livello regionale e continentale. Questi dati sono essenziali per comprendere le interazioni tra aerosol, qualità dell’aria e clima, influenzando sia la salute umana sia i processi climatici. Il monitoraggio continuerà nelle prossime ore per analizzare l’evoluzione dell’episodio e le sue caratteristiche nel nord Italia.
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