
La difterite: un’infezione acuta da non sottovalutare
La difterite è un’infezione acuta potenzialmente letale, causata dal batterio ‘Corynebacterium diphtheriae’. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), una volta che il batterio entra nel nostro organismo, produce una tossina dannosa per gli organi e i tessuti. Le aree comunemente colpite includono la gola, il naso e, in alcuni casi, le tonsille. Esiste anche una variante che provoca ulcere cutanee, prevalentemente nelle zone tropicali. Raramente, l’infezione può interessare la vagina o la congiuntiva.
Sintomi e modalità di trasmissione
La difterite può colpire individui di qualsiasi età, ma si osserva una maggiore incidenza tra i bambini non vaccinati. Nei paesi temperati, i casi tendono a emergere soprattutto nei mesi invernali. La tossina può causare necrosi nelle aree infette e diffondersi via sanguigna verso organi vitali, provocando complicazioni gravi. Secondo i dati del Ministero della Salute, nel 2022 si sono registrati 3 casi di difterite tossigenica, di cui 2 cutanei e 1 con manifestazioni respiratorie e cutanee, tutti di origine importata e confermati microbiologicamente dall’ISS.
La trasmissione della difterite avviene principalmente tramite contatto diretto con una persona infetta o, meno frequentemente, tramite oggetti contaminati da secrezioni. In passato, anche il latte non pastorizzato è stato identificato come un possibile veicolo di infezione.
Il periodo di incubazione della malattia varia da due a cinque giorni. I sintomi iniziali riguardano generalmente mal di gola, perdita di appetito e lieve febbre. Dopo uno o due giorni, sulla gola e sulle tonsille compare una membrana grigiastra con margini infiammati. In alcuni casi, le lesioni possono sanguinare e presentare un colore anomalo. Sono possibili anche gonfiore del collo e ostruzione delle vie respiratorie.
Sebbene la malattia possa avere un decorso relativamente benigno, non si possono escludere complicazioni gravi, come aritmie cardiache e insufficienza cardiaca. Pertanto, è essenziale considerare la difterite nel quadro diagnostico differenziale di altre patologie simili. La diagnosi è confermata tramite esami batteriologici delle lesioni.
Il trattamento per i pazienti affetti comprende l’uso di antitossina e antibiotici (come eritromicina o penicillina). Dopo un paio di giorni di terapia, i pazienti non risultano più contagiosi. Tuttavia, la prevenzione rimane la miglior strategia: il vaccino antidifterico è disponibile dal 1920 e viene generalmente somministrato insieme ai vaccini contro il tetano e la pertosse. Si raccomanda la vaccinazione a tutti i bambini nel primo anno di vita, agli adulti non vaccinati e ai viaggiatori diretti verso aree endemiche.
Questa notizia sottolinea l’importanza della vaccinazione nella prevenzione della difterite e la necessità di una rapida diagnosi e trattamento della malattia, per limitare il rischio di complicanze e trasmissione.
