Salute

“West Nile: 312 casi confermati in Italia nel 2026”

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Situazione dei casi di West Nile Virus in Italia

Roma (ITALPRESS) – Fino al 19 agosto di quest’anno, in Italia sono stati registrati 312 casi confermati di infezione da West Nile Virus (WNV) tra esseri umani, un incremento rispetto ai 226 casi riportati nel report precedente. Di questi, 156 hanno manifestato la forma neuro-invasiva (incluso un caso importato dalle Maldive), mentre 40 sono stati identificati come asintomatici in donatori di sangue e 115 come casi di febbre (di cui uno importato dal Burkina Faso). Tra i casi confermati, sono stati registrati 13 decessi, di cui uno legato a un caso importato.

Diffusione del West Nile e altre infezioni

Nello stesso periodo, sono stati riportati 9 casi di Usutu virus, distribuiti come segue: 5 in Lombardia, 1 in Emilia-Romagna, 1 nelle Marche, 1 nel Lazio e 1 in Piemonte. Questi dati sono stati diffusi nel bollettino di sorveglianza dell’ISS, pubblicato in concomitanza con il World Mosquito Day. Nel 2022, nello stesso intervallo di tempo, erano stati segnalati 351 casi con 22 decessi.

La letalità, calcolata sulle forme neuro-invasive segnalate e confermate, si attesta al 7,7%, in calo rispetto al 13,9% del 2025. Sono ora 60 le province in cui è stata accertata la circolazione del WNV, distribuite su 16 regioni italiane: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Nello stesso periodo dell’anno scorso, questi dati riguardavano 52 province in 15 regioni.

“Sebbene il numero totale di casi e la letalità siano inferiori rispetto all’anno precedente, il virus è ormai stabilmente presente in quasi tutto il territorio nazionale, come evidenziato dai casi riscontrati nei donatori di sangue” – avvertono gli esperti di arbovirosi del Dipartimento di Malattie Infettive dell’ISS. “Ciò sottolinea l’importanza di una sorveglianza costante e di una diagnosi tempestiva, soprattutto per garantire la sicurezza di trasfusioni e trapianti.”

Questa situazione evidenzia la continua necessità di monitorare la diffusione del West Nile Virus, garantendo al contempo misure di sicurezza adeguate per la salute pubblica.

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