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Israele: Guida alla scelta del premier dopo le elezioni

Israele si prepara per le elezioni della Knesset il 27 ottobre

(Adnkronos) – Martedì 27 ottobre, Israele si preparerà a votare per eleggere i 120 membri della Knesset, il parlamento israeliano. Oltre 7,3 milioni di cittadini saranno chiamati alle urne per scegliere un partito, che avrà il compito di designare il prossimo primo ministro. I seggi elettorali apriranno alle 7 ora locale (le 8 in Italia) e si chiuderanno alle 22 (le 23 in Italia). Dal 1948,anno di fondazione di Israele, si sono succeduti 14 primi ministri e 25 parlamenti, e il processo elettorale è cruciale per il futuro politico del Paese.

Il meccanismo di formazione del governo

Il voto si esprime tecnico per un partito, e il leader del partito che riceve il maggior numero di voti ha la possibilità di diventare primo ministro, a condizione di riuscire a formare un governo. Tuttavia, la nomina del primo ministro non avviene immediatamente dopo le votazioni; i risultati ufficiali danno inizio a un processo che include la formazione di una nuova amministrazione.

Con un totale di 7.331.981 cittadini aventi diritto al voto, che rappresentano il 71,15% della popolazione di 10.305.000 abitanti, la partecipazione elettorale in Israele è storicamente alta. Alle ultime elezioni del 2022, il 70,63% delle persone aventi diritto ha esercitato il proprio voto. Per poter entrare alla Knesset, i partiti devono superare una soglia di sbarramento del 3,25%, corrispondente a quattro seggi. Recenti sondaggi indicano che solo 10 dei 37 partiti registrati potrebbero raggiungere questo obiettivo.

In caso di incapaci a formare una coalizione, il presidente Isaac Herzog dovrà decidere, entro sette giorni dai risultati ufficiali, chi potrà tentare di formare un governo. Il candidato ha a disposizione 28 giorni; se non riesce, il presidente può indicare un secondo candidato, avendo tre giorni a disposizione per farlo. Se neppure il secondo candidato ha successo, si può arrivare a nuove elezioni entro 90 giorni dallo scioglimento della Knesset.

Queste elezioni rivestono un’importanza fondamentale per il futuro politico di Israele, specialmente in un contesto in cui l’attuale primo ministro Benjamin Netanyahu e il suo partito Likud affrontano una crescente competizione. La natura del sistema politico israeliano, non bipartitico, permette che qualsiasi leader di un partito che superi la soglia possa aspirare alla carica di primo ministro, se trova alleati sufficienti per formare una coalizione. La dinamica attuale e la possibile formazione delle coalizioni potrebbero influenzare non solo la politica interna ma anche le relazioni internazionali del Paese.