
(Adnkronos) – Oggi si è tenuto un importante incontro a Roma tra il Capo della Rappresentanza della Commissione Europea in Italia, Claudio Casini, e gli studenti dell’Istituto Comprensivo Orsa Maggiore. Al centro dell’evento c’era la necessità di decodificare il funzionamento dei feed digitali, affrontare il problema della disinformazione e sviluppare una cittadinanza digitale critica, partendo dagli adolescenti e coinvolgendo anche docenti e famiglie. Durante l’incontro, è stato presentato un modulo didattico interattivo dedicato alla media literacy, creato dagli studenti stessi, volto a favorire un uso consapevole delle tecnologie e dei dispositivi elettronici, come smartphone e tablet, che i ragazzi utilizzano per molte ore al giorno. Questo strumento verrà adottato in 15 scuole secondarie in diverse regioni italiane, tra cui Lazio, Campania, Lombardia e Piemonte, coinvolgendo circa 3.500 studenti durante le ore di educazione civica e cittadinanza.
Obiettivi dell’iniziativa e dati significativi
L’iniziativa si inserisce in un contesto più ampio, che riguarda le priorità dell’Unione Europea nella tutela dei minori nello spazio digitale. Questo tema è stato evidenziato dalla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, durante il suo discorso sullo Stato dell’Unione 2026. Von der Leyen ha sottolineato l’importanza di allontanare i giovani da meccanismi come lo “scorrimento infinito” e di restituire loro il tempo per l’immaginazione e il confronto. Recenti dati dell’Eurobarometro mostrano che un quarto degli adolescenti europei trascorre oltre sei ore al giorno davanti a uno schermo, e questo numero aumenta notevolmente nei fine settimana, evidenziando le conseguenze sul sonno, la concentrazione e il benessere psicologico. Interessante notare che il 46% dei genitori italiani è favorevole a una maggiore educazione nelle scuole, un dato superiore alla media europea, ferma al 39%.
Normative e proposte educative
Per affrontare queste problematiche, la Commissione Europea ha proposto l’EU Kids Act, un insieme di normative finalizzate a creare ambienti digitali sicuri per i più giovani. Tale proposta prevede restrizioni all’accesso ai social media in base all’età: i minori di 13 anni non possono accedere a queste piattaforme, mentre i ragazzi di 13 e 14 anni possono utilizzare mini-account sotto la supervisione di un adulto, con funzioni limitate. Gli utenti più grandi, a partire dai 15 anni, possono aprire e gestire i propri account. Queste tutele si estendono a vari servizi digitali utilizzati dai minori, imponendo misure come la disattivazione di notifiche notturne e l’automatizzazione della protezione della privacy. L’introduzione del modulo educativo consentirà inoltre di approfondire argomenti come l’analisi degli algoritmi dei social media, la verifica delle fonti e la gestione del tempo online.
Claudio Casini ha dichiarato: “L’obbiettivo di oggi è avviare un dialogo diretto con gli studenti e testare un modello didattico innovativo”. Ha inoltre affermato l’importanza di sviluppare una consapevolezza digitale strutturata, coinvolgendo famiglie e insegnanti. Pasquale Battaglia, CEO di VIK School, ha sottolineato come sia fondamentale che i ragazzi comprendano il funzionamento degli algoritmi, affinché possano essere degli utenti consapevoli. La rilevanza di questa notizia risiede nell’impegno costante per una formazione adeguata ai tempi moderni, puntando a un uso sicuro e consapevole delle tecnologie da parte delle nuove generazioni.
