Salute

“Peste Polmonare: Dalla ‘Morte Nera’ ai Giorni Nostri”

La Peste: Un Ritorno Preoccupante nella Cronaca Moderna

La peste, una malattia con origini storiche risalenti a secoli fa, è tornata alla ribalta delle cronache con la morte di Daria Chipilova, una ricercatrice di laboratorio presso l’Irkutsk Anti-Plague Institute. Sebbene spesso considerata un cimelio del passato, la peste continua a manifestarsi, evocando legami con eventi devastanti, come la “Morte Nera” del XIV secolo, che portò alla morte di oltre 50 milioni di persone in Europa, circa un terzo della popolazione dell’epoca nel 1350. Come evidenziato dal portale Epicentro dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), la malattia è rimasta endemica in Europa, presentandosi a cicli di 10-12 anni per oltre tre secoli.

Le Forme della Malattia e i Rischi Associati

Oggi, sebbene la peste possa essere trattata efficacemente con antibiotici, la forma polmonare, sospettata di aver colpito la giovane scienziata, rappresenta la variante più virulenta. Questa forma scaturisce dall’infezione dei polmoni da parte del batterio zoonotico Yersinia pestis, che normalmente infetta le pulci dei roditori e può colpire anche animali domestici. Il periodo di incubazione per la peste polmonare può essere estremamente breve, talvolta di sole 24 ore, e la trasmissione agli umani avviene attraverso le particelle respiratorie. Questo comporta un significativo potenziale epidemico, spingendo le autorità a prendere misure preventive, come l’osservazione di 200 persone nel caso di Siberia.

I sintomi variano a seconda della forma della malattia. Nel caso della peste bubbonica, si manifestano sintomi come febbre, brividi e linfonodi infiammati, mentre la forma polmonare presenta sintomi respiratori gravi che possono insorgere rapidamente, inclusi difficoltà respiratorie e tosse con espettorato ematico. Sebbene la peste polmonare sia meno comune, rappresenta una minaccia seria, come dimostra un caso recente in Arizona, dove un uomo è deceduto a causa di questa forma della malattia dopo contatti con gatti malati.

Dal 2019 alla fine del 2025, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha segnalato 3.860 casi sospetti di peste, con 2.646 confermati in dieci paesi. I decessi registrati in alcuni dei paesi più colpiti hanno raggiunto 423, con un tasso di mortalità dell’11%. Le aree endemiche richiedono particolare attenzione, e gli operatori sanitari sono invitati a considerare la peste in pazienti con gravi problemi respiratori che sono stati esposti a animali infetti, garantendo pratiche di sicurezza adeguate.

In conclusione, il caso recente di Daria Chipilova mette in evidenza la persistenza della peste come una minaccia sanitaria, nonostante le possibilità di trattamento moderne. La sua capacità di colpire in forme virulente come quella polmonare richiede un’attenta vigilanza da parte delle autorità sanitarie e una preparazione adeguata per prevenire possibili epidemie future.