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Plasmaderivati: un prezioso contributo alla salute pubblica
(Adnkronos) – I plasmaderivati, ovvero farmaci biologici salvavita ottenuti attraverso la lavorazione del plasma umano, rappresentano una risorsa fondamentale per il sistema sanitario. Il plasma, che è la parte liquida del sangue donato volontariamente da cittadini, viene in gran parte utilizzato per la produzione di questi medicamenti. Francesco Carugi, presidente del Gruppo Emoderivati di Farmindustria, sottolinea che circa l’80% del plasma raccolto in Italia nell’ambito del sistema di autosufficienza nazionale viene inviato alle aziende per essere frazionato e trasformato in plasmaderivati, mentre solo il 20% è riservato alle emergenze.
Una risorsa biologica indispensabile
Il plasma, come spiega Carugi, è una materia prima di origine biologica che non può essere sintetizzata in laboratorio e, di conseguenza, dipende esclusivamente dalla disponibilità di donazioni. Negli ultimi anni, l’Italia ha messo in atto un avanzato sistema di raccolta che ha raggiunto oltre 900 mila chili di plasma. Tra i principali plasmaderivati figurano le immunoglobuline, l’albumina umana, l’alfa 1-antitripsina e i fattori della coagulazione, i quali sono fondamentali per il trattamento di malattie rare e spesso senza alternative terapeutiche. Per migliaia di pazienti, quindi, la disponibilità di plasma è cruciale per garantire continuità terapeutica e una migliore qualità di vita.
Nonostante l’esistenza di una legge che mira a garantire l’autosufficienza nazionale in materia di plasma, Carugi evidenzia che la quantità attualmente raccolta non è sufficiente a soddisfare il fabbisogno totale del Paese. Pertanto, le aziende devono ricorrere a un secondo canale di approvvigionamento, utilizzando plasma proveniente da Stati Uniti e altri Paesi europei. Il processo di produzione di plasmaderivati è complesso e richiede molto tempo; dalla raccolta del plasma alla disponibilità per la terapia possono passare fino a 12 mesi.
Infine, il contributo dell’industria non si limita alla produzione: è in atto anche un’attività significativa di ricerca e sviluppo, finalizzata sia ad ampliare la gamma di proteine plasmatiche disponibili sia a esplorare nuove potenzialità terapeutiche per i farmaci esistenti attraverso studi clinici. Inoltre, vi è un continuo affinamento dei processi industriali, con l’obiettivo di massimizzare la resa di ogni chilogrammo di plasma conferito all’industria.
In conclusione, la gestione e la produzione di plasmaderivati in Italia non solo rappresentano un fattore chiave per la salute di molti pazienti, ma evidenziano anche l’importanza della donazione di plasma e della ricerca nel campo biomedico, per garantire continuità e innovazione terapeutica nel trattamento di malattie complesse.
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