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“Giudici: Migliorare le infrastrutture, taxi non scarseggiano”

ROMA (ITALPRESS) – Contrastare l’esercizio abusivo della professione rappresenta una priorità per i tassisti italiani. Questa esigenza è stata evidenziata da Claudio Giudici, presidente di Uritaxi, durante un’intervista con Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy. Uritaxi, il sindacato che rappresenta oltre 6.000 tassisti sul territorio nazionale, sta spingendo affinché il Governo attui la legge 12/2019, già in fase di sviluppo da parte del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Le problematiche del settore taxi

Giudici ha ribadito che gli NCC (noleggio con conducente) non possono effettuare prelievi senza prenotazione né sostare in piazza, come stabilito dalla sentenza 163 del 2025 della Consulta. Tuttavia, ha osservato che questi servizi possono essere visti nelle piazze e sulle strade italiane, tramite le loro applicazioni, creando una situazione di concorrenza sleale nei confronti dei tassisti regolarmente autorizzati. Il presidente di Uritaxi ha messaggiato che il taxi è sottoposto a una tariffa amministrata e obblighi di prestazione e riconoscibilità, sottolineando che il principio di pari regole all’interno dello stesso mercato è gravemente compromesso in Italia e in Europa.

Innovazioni tecnologiche e situazione delle tariffe

Giudici ha anche rivendicato il contributo del settore taxi sul fronte tecnologico, evidenziando che il leader europeo delle tecnologie radiotaxi è situato a Udine e che le prime app per taxi in Italia sono state introdotte nel 2012, prima dell’arrivo delle multinazionali nel 2014. Attualmente, le app dei tassisti sono connesse nell’Italian Taxi Network, estendendo i servizi a 66 comuni italiani e oltre 200 all’estero attraverso un sistema di roaming. Riguardo alle tariffe, il presidente ha fatto notare che l’Italia si colloca nella fascia medio-bassa rispetto alle altre nazioni europee e che i tassisti si trovano a fronteggiare costi elevati di manutenzione, assicurazione e carburante, insieme a stipendi tra i più bassi del continente.

Giudici ha risposto a chi lamenta una carenza di taxi, citando un’indagine Lab21 presentata alla Camera a febbraio, secondo cui l’89% degli utenti riesce a ottenere un taxi entro sei minuti, superiore alla media europea dell’82%. In particolare, Firenze si distingue con un’impressionante percentuale del 94%. Infine, ha messo in evidenza che la vera problematica riguarda l’infrastruttura, poiché negli ultimi 25 anni a Firenze sono state eliminate oltre 25 corsie preferenziali. Il decreto Asset del 2023 prevedeva una conferenza tra enti territoriali per migliorare la viabilità, ma Giudici ha riferito che non è mai stata convocata. Ha quindi sollecitato una revisione delle norme sulle licenze stagionali, ritenendo il sistema attuale “non efficace” per adeguare l’offerta alla domanda.

In conclusione, l’argomento trattato da Giudici mette in luce una situazione complessa per il settore dei taxi in Italia, in cui la necessità di regole chiare e un’infrastruttura adeguata sono fondamentali per garantire un servizio equo e competitivo.