BRUXELLES (BELGIO) – In un’intervista rilasciata a Claudio Brachino per il programma di Italpress “Primo Piano Europa”, Ruggero Razza, europarlamentare di Fratelli d’Italia, ha sottolineato come l’Europa stia intensificando i propri rapporti con l’Africa e il Medio Oriente. Razza, che presiede la Delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con i Paesi del Maghreb e co-presiede le Commissioni parlamentari miste tra l’Unione europea e Tunisia, Marocco e Algeria, ha affermato che la posizione italiana in queste aree è diventata maggioritaria, un lavoro che si allinea con il Piano Mattei.
Immigrazione e Cooperazione con il Maghreb
Parlando di immigrazione, Razza ha evidenziato che l’attuale legislatura ha portato a una revisione complessiva della normativa europea in materia. Riguardo all’iniziativa del governo greco di creare un hub per i rimpatri in Africa, il deputato ha fatto riferimento all’importanza dell’iniziativa italiana e all’approvazione da parte del Parlamento europeo di nuove regole. Ha inoltre sottolineato, grazie agli interventi del Governo Meloni, una riduzione di oltre l’80% degli arrivi via mare nel Mediterraneo.
Rivolgendosi alla neo-nominata premier marocchina Fatima Ezzahra El Mansouri, Razza ha espresso l’auspicio che il nuovo governo affronti al meglio le questioni relative a Ceuta. Ha anche difeso i controlli rafforzati alle frontiere, affermando che i dati forniti dal governo spagnolo non corrispondono alla realtà. Riguardo alla sospensione del trattato di Schengen, l’eurodeputato ha ricordato che tale misura non è una novità, avendo già subito sospensioni in più di 300 occasioni, comprese quelle attuate dalla Francia al confine con l’Italia.
Diplomazia Energetica e Formazione Sanitaria
Razza ha messo in evidenza le collaborazioni concrete tra l’Italia e il Nord Africa, citando progetti come il collegamento energetico sottomarino Elmed tra Tunisia e Sicilia e l’H2 Corridor dall’Algeria. Ha anche sottolineato l’importanza di una “diplomazia dell’energia”, evidenziando che le sue recenti visite in Tunisia, Marocco e il dialogo con colleghi di Algeria e Mauritania mostrano un crescente interesse e coinvolgimento dell’Europa, grazie alla predominanza della posizione italiana.
Infine, l’eurodeputato ha parlato della crisi delle professioni sanitarie in Europa, evidenziando che attualmente mancano circa 1,2 milioni di professionisti, cifra che potrebbe raggiungere quasi 4 milioni. Ha espresso la necessità di affrontare questo “deserto sanitario” con misure concrete come il sostegno alla formazione e incentivi per attrarre giovani medici nelle aree più svantaggiate.
Questa notizia è significativa perché mette in luce l’impegno dell’Italia nel rafforzare le relazioni con l’Africa e il Medio Oriente, nonché l’importanza di affrontare le sfide legate all’immigrazione e alla crisi delle professioni sanitarie in Europa. La crescente influenza italiana in questi ambiti potrebbe avere ripercussioni notevoli non solo per il nostro paese, ma per l’intera Unione Europea.
