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Arresti per Sequestro e Violenza a Brescia
BRESCIA (ITALPRESS) – Nove cittadini indiani sono stati coinvolti in un’operazione della Polizia di Stato per presunti reati di sequestro e violenza nei confronti di un loro connazionale. Le accuse contro di loro includono la costrizione della vittima a consegnare denaro, carte di credito e a effettuare un bonifico. Di questi, otto individui sono stati arrestati e condotti in carcere, mentre uno è stato posto agli arresti domiciliari. Queste misure sono state eseguite questa mattina dalla Squadra Mobile di Brescia, sotto la direzione della Procura della Repubblica e della Direzione Distrettuale Antimafia.
Dettagli dell’Inchiesta
L’indagine era iniziata a seguito dell’arresto, avvenuto il 9 gennaio scorso a Ghedi, di tre cittadini indiani. Questi ultimi avrebbero costretto un connazionale e sua madre a recarsi in un ufficio postale per prelevare 6 mila euro, minacciandoli con pistole semiautomatiche. Le vittime sono riuscite a chiedere aiuto a un agente di polizia off-duty e alla Polizia locale. Durante le operazioni, i tre arrestati sono stati trovati in possesso di due pistole, di cui una risultata rubata.
Le indagini hanno rivelato che già dall’8 gennaio la vittima era stata sequestrata e maltrattata dai suoi connazionali, portata in una cascina nella provincia di Rovigo, dove subì violenze nell’intento di estorcere denaro. I maltrattamenti sarebbero stati ripresi in video, con la minaccia di rendere pubbliche le immagini se la vittima non avesse soddisfatto le richieste degli aggressori. Il 9 gennaio, dopo ulteriori violenze in un’abitazione nella provincia di Reggio Emilia, la vittima è stata trasferita nell’ufficio postale di Ghedi.
Inoltre, cinque degli indagati risultano gravemente sospettati di aver portato, senza autorizzazione, pistole semiautomatiche e munizioni in luoghi pubblici. Uno degli arrestati, già fermato a gennaio, deve rispondere anche dell’accusa di possesso di materiale pedopornografico sul proprio telefono cellulare. L’operazione ha visto la collaborazione delle Squadre Mobili di diverse province, tra cui Caserta, Bergamo, Cremona, Mantova, Reggio Emilia, Rovigo e Vicenza, insieme ai Reparti di Prevenzione Crimine e alle unità cinofile specializzate.
Questa notizia evidenzia non solo la violenza e la gravità dei crimini commessi, ma anche l’efficacia delle forze dell’ordine nel contrastare attività criminose di questo genere.
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