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(Adnkronos) – Le carenze di medicinali in Italia non rappresentano un’emergenza sanitaria attuale, ma segnalano fragilità nelle catene globali della salute. È quanto emerge dal dossier pubblicato oggi dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), che analizza le cause e le dimensioni del fenomeno, oltre alle strategie adottate per garantire la continuità delle cure. Secondo il documento, i farmaci elencati come carenti a settembre sono meno di 2.600, di cui quasi 2.000 hanno sul mercato nazionale equivalenti o alternative terapeutiche. Per i restanti 600, corrispondenti a circa 280 principi attivi, Aifa prevede l’autorizzazione all’importazione dall’estero, ma gran parte di essi sono vecchi farmaci ospedalieri, con solo una ventina realmente importati, dato che le strutture sanitarie preferiscono opzioni più moderne e favorevoli per i pazienti.
Analisi delle Cause e delle Esigenze di Mercato
Il dossier approfondisce diversi aspetti delle carenze di medicinali, come la dipendenza dai principi attivi prodotti in Asia e le tensioni geopolitiche internazionali. Le difficoltà di reperimento di alcuni medicinali sono aumentate negli ultimi anni e non possono essere interpretate solo come questioni produttive o distributive. Il rapporto mette in evidenza le trasformazioni dell’industria farmaceutica globale, con una parte significativa della produzione di principi attivi trasferita all’estero, principalmente in Asia. Tale globalizzazione ha reso l’Europa vulnerabile a eventi esterni, come ha mostrato chiaramente la pandemia di Covid-19.
Impatto delle Politiche Internazionali
Particolare attenzione è rivolta alla concentrazione della produzione di principi attivi in Cina e India, che oggi detengono circa due terzi della capacità produttiva mondiale. Questa concentrazione presenta rischi significativi, poiché qualsiasi problema di qualità, interruzione della produzione o difficoltà logistiche può influire sull’approvvigionamento in Europa. In aggiunta, le recenti politiche degli Stati Uniti, come il programma Most Favored Nation, rischiano di complicare ulteriormente il panorama, poiché potrebbero spingere le aziende a non introdurre farmaci innovativi nei mercati europei, inclusa l’Italia.
Il dossier sottolinea l’importanza di monitorare il fenomeno delle esportazioni parallele, che, sebbene legittime, possono contribuire alla carenza di medicinali in Italia. Aifa dispone della facoltà di adottare provvedimenti temporanei per bloccare l’export di particolari medicinali, con l’obiettivo di garantire continuità nelle cure. L’agenzia è impegnata a integrare valutazioni relative alla sicurezza degli approvvigionamenti nella sua strategia, con procedure rapide per i farmaci a rischio di carenze.
In conclusione, il dossier evidenzia come Aifa abbaia adottato strumenti efficaci per affrontare le problematiche di approvvigionamento, a partire dal ‘tavolo tecnico indisponibilità’ istituito nel 2015. La disponibilità dei medicinali, considerata un bene strategico, richiederà un’attenzione costante per garantire accesso alle cure, specialmente in un contesto internazionale sempre più incerto. L’importanza di affrontare le carenze non si limita a gestire le emergenze, ma richiede una pianificazione proattiva per costruire un sistema farmaceutico europeo più resiliente.
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