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“Attività fisica e dieta: riduci il rischio diabete!”

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Il Dna non determina il nostro destino: la nuova ricerca sul diabete di tipo 2

Secondo una recente ricerca presentata al congresso annuale dell’Easd (Associazione europea per lo studio del diabete), che si tiene a Milano, il consumo di cibi ultraprocessati e la pratica di attività fisica sono fattori chiave nel ridurre il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2, indipendentemente dalla predisposizione genetica individuale. Gli esperti sottolineano che anche le persone geneticamente predisposte alla malattia possono beneficiare di abitudini alimentari sane e dell’esercizio fisico regolare. L’analisi di dati provenienti da decine di migliaia di partecipanti nel Regno Unito ha dimostrato che coloro che seguivano una dieta povera di alimenti ultra-trasformati e svolgevano attività fisica da moderata a vigorosa avevano fino al 70% in meno di probabilità di sviluppare questa condizione.

L’influenza dello stile di vita sulla salute

Wenxin Xu, ricercatrice della City University di Hong Kong, che ha guidato lo studio, spiega che il diabete di tipo 2 è il risultato di una combinazione tra predisposizione genetica e stile di vita. I dati hanno mostrato chiaramente una correlazione tra un maggiore consumo di cibi ultraprocessati e un rischio più elevato di malattia, mentre la pratica di attività fisica ha dimostrato un effetto protettivo. Xu evidenzia l’importanza di modificare dieta e abitudini motorie, dal momento che tali aspetti possono essere modificati rispetto alla genetica.

Lo studio ha analizzato quasi 57.000 partecipanti dello Uk Biobank, utilizzando questionari dettagliati e dispositivi di monitoraggio per raccogliere informazioni riguardo il consumo di cibi ultraprocessati e il livello di attività fisica. I risultati hanno confermato che ogni incremento del 10% del consumo di alimenti ultra-trasformati è associato a un aumento del 7% del rischio di diabete di tipo 2. Al contrario, coloro che seguivano le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (almeno 150 minuti di attività fisica moderata o intensa a settimana) avevano una probabilità ridotta del 39% di ammalarsi.

I dati suggeriscono che un’adozione congiunta di abitudini alimentari sane insieme a un regolare esercizio fisico può potenziare ulteriormente la protezione contro il diabete di tipo 2, rendendo il rischio significativamente più basso, anche per coloro a maggior predisposizione genetica. Nonostante i limiti del lavoro, essendo di natura osservazionale, i risultati rafforzano l’importanza di considerare i cambiamenti nello stile di vita nel loro insieme. “I risultati del nostro studio suggeriscono che le scelte di vita sane possono contribuire a diminuire il rischio di diabete, indipendentemente dalla genetica,” conclude Xu.

Questa ricerca offre una prospettiva incoraggiante e sottolinea l’importanza di un’alimentazione equilibrata e di uno stile di vita attivo come strumenti efficaci per la prevenzione del diabete di tipo 2, suggerendo che, nonostante la genetica possa influenzare la salute, le scelte individuali sono fondamentali.

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