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“Accordo Philip Morris: +13 miliardi per il tabacco in 15 anni!”

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(Adnkronos) – Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia, ha affermato che “questa forma di contratto di filiera, istituita oltre 15 anni fa, ha generato più di 3 miliardi di euro in termini di investimenti e ritorni, garantendo un’equa distribuzione del valore lungo l’intero processo produttivo”. Le sue dichiarazioni sono avvenute durante il Roadshow “Da 15 anni nei territori, guardando al futuro”, organizzato da Coldiretti e Philip Morris Italia, per festeggiare il quindicesimo anniversario dell’accordo di filiera con il mondo agricolo italiano.

Il Modello di Filiera e l’Anticipazione dei Temi Europei

Scordamaglia ha enfatizzato come questo modello abbia anticipato numerose tematiche che oggi sono al centro del dibattito europeo. “Abbiamo introdotto elementi di impegno a lungo termine, fino a 10 anni, garanzia di collocamento, trasparenza sui prezzi, investimenti in digitalizzazione e sostenibilità. Questi concetti, ora sempre più discussi a livello europeo, sono stati messi in pratica dalla nostra filiera già quindici anni fa e continueranno ad esserlo nei prossimi dieci”, ha spiegato.

Verso una Maggiore Tutela delle Filiere Produttive

Durante il suo intervento, Scordamaglia ha anche parlato della necessità di una politica commerciale europea più forte, capace di proteggere le filiere produttive comunitarie. “Se l’Europa non cambia la sua leadership, rischia di rimanere irrilevante”, ha avvertito, sottolineando che “stiamo importando da paesi extra UE prodotti non conformi ai nostri standard”. Ha denunciato situazioni in cui l’importazione di nicotina sintetica dalla Cina minaccia la salute dei consumatori e la sostenibilità delle filiere europee, chiedendo un urgente cambio di rotta da parte delle istituzioni europee.

In conclusione, le parole di Scordamaglia pongono l’accento su un tema cruciale: la necessità di rivedere le politiche internazionali per garantire una maggiore sicurezza alimentare e produttiva all’interno dell’Unione Europea. Il suo appello a un cambiamento delle attuali strategie politiche si rivela quindi di grande rilevanza per il futuro dell’agricoltura e dell’intera economia europea.

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