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(Adnkronos) – Federica Cerri, neurologo e responsabile dell’area Sla presso il Centro clinico NeMo di Milano, ha evidenziato l’importanza della presa in carico multidisciplinare per la gestione della sclerosi laterale amiotrofica (Sla). Durante un incontro a Milano, in occasione dell’open day di Aisla, Cerri ha sottolineato come questa modalità di cura consenta di identificare precocemente le problematiche e di anticipare il decorso della malattia. “La medicina personalizzata è uno degli obiettivi principali della ricerca scientifica e può essere realizzata solo attraverso un approccio che considera non solo la patologia, ma anche il paziente nella sua interezza”, ha dichiarato.
L’importanza della multidisciplinarietà
Cerri ha spiegato che, nonostante la Sla attualmente non disponga di un trattamento farmacologico risolutivo, esistono comunque opportunità di cura. Queste non si limitano ai farmaci, ma includono anche prevenzione, promozione della salute, assistenza e miglioramento della qualità della vita. Quando la malattia avanza, è fondamentale l’introduzione di cure palliative. Secondo la neurologa, garantire la partecipazione attiva della persona con Sla, sia come genitore che come lavoratore, è un’obbligazione dei clinici. Questo implica riconoscere la disabilità e fornire assistenza specifica, mantenendo il paziente coinvolto lungo tutto il percorso della malattia.
Un approccio integrato alla cura
La complessità della Sla richiede un approccio assistenziale che integri varie competenze professionali. “La multidisciplinarietà non consiste semplicemente nel radunare esperti, ma nell’unire le loro competenze per creare un percorso di cura personalizzato”, ha affermato Cerri. Questo modello è quello adottato dai Centri clinici NeMo, dove i pazienti possono incontrare specialisti per affrontare le problematiche legate alla malattia, integrando le necessità cliniche con le preferenze individuali, sempre in un contesto rispettoso della persona e delle specificità della patologia.
Questa notizia sottolinea l’importanza di un approccio multidisciplinare nella cura della Sla, evidenziando come la sinergia tra diversi professionisti possa migliorare significativamente la qualità di vita dei pazienti. L’incontro è stato un’opportunità per sensibilizzare e informare sia i pazienti che le loro famiglie riguardo a un percorso di assistenza più completo e personalizzato.
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