Lavoro

“AI Boosts Produttività: Aziende Devono Ripensare la Governance”

L’Impatto dell’Intelligenza Artificiale sulle Aziende

Negli ultimi anni, molte aziende hanno cominciato a implementare strumenti di intelligenza artificiale (AI) in grado di redigere documenti, analizzare dati, preparare offerte e generare contenuti in tempi significativamente ridotti. Tuttavia, questa rapida adozione di tecnologie avanzate non ha coinciso sempre con un incremento corrispondente della produttività complessiva delle organizzazioni. Su questi temi, Adnkronos/Labitalia ha avuto l’opportunità di intervistare Andrea Boscaro, esperto di AI e digitale e partner della società di consulenza The Vortex.

Limiti della Produttività Individuale

Sebbene l’uso dell’intelligenza artificiale possa migliorare notevolmente la produttività individuale, questo non si traduce automaticamente in un aumento della produttività aziendale complessiva. I processi interni di un’azienda sono infatti caratterizzati da flussi informativi e decisioni che dipendono l’uno dall’altro. Se un lavoratore riesce a completare un compito in mezz’ora anziché in tre ore, ma il risultato finale deve comunque essere trasferito manualmente tra applicazioni non integrate o è soggetto a procedure fisse, l’efficienza complessiva ne risente. In alcune situazioni, l’introduzione dell’AI può persino intensificare i problemi legati a questi colli di bottiglia, alimentando incertezze e frustrazioni.

Recentemente, tuttavia, l’evoluzione delle tecnologie di AI ha fornito nuove opportunità per superare almeno in parte queste limitazioni. Le memorie contestuali dei chatbot sono in continuo aumento, il che consente una gestione simultanea di un numero più elevato di documenti e informazioni. Inoltre, i nuovi connettori permettono all’AI di accedere, nel rispetto delle normative, alle applicazioni aziendali, migliorando così integrazione e processo. Infine, i modelli linguistici si stanno evolvendo verso una connotazione ‘agentica’, consentendo loro di orchestrare flussi di lavoro e di eseguire sequenze di compiti in modo autonomo.

In questa fase di transizione, è fondamentale ripensare le dinamiche di collaborazione all’interno delle organizzazioni, mappando i processi esistenti, identificando i colli di bottiglia ed integrando informazioni e sistemi. È cruciale discernere quali compiti possono essere delegati all’AI, quali necessitano di supervisione e quali devono rimanere di competenza umana. L’intelligenza artificiale può rivelarsi un valido alleato, sempre che venga impiegata non solo come strumento per ridurre costi, ma anche per migliorare la qualità del lavoro e ottimizzare l’accesso alle informazioni.

In conclusione, l’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle aziende rappresenta un cambiamento significativo che può potenziare la produttività, a patto che ci si prenda cura di mantenere un equilibrio tra automazione e sviluppo delle competenze umane. La governance e la gestione responsabile dell’AI saranno elementi chiave per garantire che questa tecnologia avvantaggi non solo l’azienda, ma anche i lavoratori, trasformando la conoscenza tacita e formalizzata in una memoria aziendale utile e accessibile.