Ambiente

“Studio Sostenibilità: Auto Dominano, Mobilità Verde Disomogenea”

Mobilità sostenibile in Italia: dati e prospettive

(Adnkronos) – La mobilità in Italia sta conoscendo un aumento significativo, tanto dentro che fuori le città, ma la situazione della mobilità sostenibile continua a essere insoddisfacente. Una delle principali conclusioni emerse dalle anticipazioni dell’Osservatorio Audimob di Isfort, presentate durante l’apertura dell’Eco – Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, è che cresce la domanda di cambiamento, un aspetto che le politiche pubbliche possono cogliere.

Il rapporto di Isfort prevede che nel 2025 il numero di spostamenti giornalieri raggiunga quota 101, in crescita rispetto agli 89 del 2021. Tuttavia, i chilometri percorsi rimangono stabili, con oltre il 60% degli spostamenti ancora effettuati in automobile e una quota di trasporto pubblico incapace di superare il 10%. Il ricorso a biciclette e veicoli a micromobilità sta aumentando, ma l’Indice di Mobilità Sostenibile (Ims), che considera gli spostamenti a piedi, in bicicletta e con mezzi pubblici, rimane fermo al 34%, lo stesso dato registrato nel 2000. Ciò indica che, in 25 anni, i progressi in termini di sostenibilità nella mobilità degli italiani sono stati limitati e variano considerevolmente da un territorio all’altro.

Disparità territoriali e generazionali nella mobilità

Nei comuni con più di 250.000 abitanti, il trasporto pubblico raggiunge il 18,4% degli spostamenti, più del doppio rispetto alla media nazionale, mentre nei comuni più piccoli scende tra il 4% e il 5%. L’auto domina in modo preponderante, con una quota che sfiora il 75% nei piccoli comuni e il 65% nel Mezzogiorno. Queste differenze sollevano interrogativi sulla capacità dei territori di pianificare e investire in sistemi di trasporto sostenibili. Matteo Ricci, europarlamentare e vicepresidente della Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento europeo, ha evidenziato che la transizione della mobilità è una questione che si decide a Bruxelles ma si realizza nelle città, sottolineando la necessità di più investimenti nel settore.

Le scelte di mobilità degli italiani sono influenzate anche da fattori generazionali e di genere. Il trasporto pubblico è scelto più frequentemente dai giovani (15,4%) rispetto agli adulti (5,2%), mentre le donne tendono a preferire modalità più sostenibili come la mobilità pedonale e i mezzi pubblici. Oltre l’80% dei viaggi avviene entro un raggio di 10 km, evidenziando la centralità della dimensione locale nella mobilità. È stato osservato che nel 2025 il 27,3% degli spostamenti entro 2 km è avvenuto in automobile, suggerendo che esistono margini notevoli per promuovere modalità di spostamento più ecologiche.

Riflessioni sulla mobilità sostenibile si sono concentrate anche sull’integrazione dei servizi, con la presentazione del progetto MaaS for Italy, che mira a facilitare l’accesso ai servizi di mobilità attraverso l’uso di piattaforme digitali. Attraverso integrazioni tra vari operatori, l’obiettivo è semplificare l’esperienza degli utenti. È apparso chiaro che, affinché le buone intenzioni di cambiamento non restino solo dichiarazioni, è fondamentale creare le giuste condizioni per trasformare la disponibilità degli italiani a cambiare le proprie abitudini di mobilità in azioni concrete.

Questa analisi sulla mobilità sostenibile in Italia rivela l’importanza di affrontare le disuguaglianze territoriali e le differenze generazionali. Avere un approccio integrato alla mobilità, che includa l’educazione ambientale e politiche di investimento efficaci, risulta cruciale per una transizione verso modelli di trasporto più sostenibili. Le politiche pubbliche e gli interventi futuri devono tenere conto di queste evidenze per garantire un futuro più sostenibile e equo in ambito mobilità.