Agroalimentare

“Direttiva UE sul tabacco: a rischio 90.000 lavori in Italia!”

Revisione della Direttiva Europea sul Tabacco: Rischio per l’Occupazione in Italia

BRUXELLES (BELGIO) – Il dibattito riguardante la futura revisione della Tobacco Products Directive (TPD) si profila come uno dei temi più importanti a livello europeo nei prossimi anni. Questa nuova normativa dell’Unione Europea, relativa al tabacco e ai prodotti contenenti nicotina, non si limiterà solamente a ridefinire le regole del mercato, ma potrà avere un impatto significativo sui livelli di occupazione, sugli investimenti industriali e sulla lotta contro il fumo. Due studi pubblicati oggi mettono in risalto le implicazioni economiche e sociali della prossima TPD, sollecitando le istituzioni a una valutazione approfondita dei rischi coinvolti.

Costi Potenziali e Occupazione a Rischio

Il primo rapporto, intitolato “The Hidden Cost of EU Regulation” e realizzato dall’European Policy Innovation Council (EPIC), un think tank indipendente situato a Bruxelles, esamina le problematiche legate a normative europee eccessivamente rigide o poco chiare. Secondo lo studio di EPIC, un approccio normativo severo potrebbe comportare per l’Unione Europea costi enormi, pari fino a 79,6 miliardi di euro di PIL all’anno, con il potenziale di perdere oltre 182.000 posti di lavoro e un decremento di 17,6 miliardi di euro in investimenti tra il 2026 e il 2030. Gli esperti avvertono che equiparare sigarette tradizionali e prodotti alternativi non combustibili potrebbe indebolire il mercato legale, incentivando i consumatori a rivolgersi al mercato illecito.

Il secondo studio, “Tobaccòs Economic Footprint in Italy and the Cost of a Restrictive TPD Revision”, realizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, analizza più in dettaglio l’impatto della nuova normativa sull’economia italiana. Nel 2023, la filiera del tabacco e dei prodotti a base di nicotina ha contribuito con circa 29,6 miliardi di euro al PIL nazionale, sostenendo 186.200 posti di lavoro in settori come agricoltura, manifattura, logistica e distribuzione. L’Italia si è affermata come un centro produttivo di grande rilevanza per le categorie innovative, che attualmente rappresentano il 45% dei ricavi del settore e hanno attirato investimenti superiori a un miliardo di euro dal 2014 a oggi.

Le proiezioni dell’ateneo indicano che, entro il 2030, la differenza tra uno scenario di regolamentazione equilibrato e uno eccessivamente restrittivo potrebbe costare all’Italia fino a 13,6 miliardi di euro in termini di PIL, con il rischio di 90.900 posti di lavoro e una perdita di 4,4 miliardi di euro in investimenti. Entrambi gli studi concordano su un aspetto cruciale: l’impatto delle nuove regole sarà determinato da come verranno definite. È quindi essenziale valutare in anticipo le conseguenze, differenziare tra le varie categorie di prodotto, fornire stabilità agli investimenti e rafforzare la lotta contro il mercato illecito.

In conclusione, la revisione della Tobacco Products Directive rappresenta una questione cruciale non solo per il futuro della salute pubblica, ma anche per il benessere economico e occupazionale in Italia ed Europa. Le valutazioni preventive degli effetti di tali normative saranno fondamentali per evitare ricadute negative su un settore strategico per il nostro paese.